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L’algerino liberato è una vergogna, pietra tombale sul Campo Largo e Ranucci: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: il migrante che girava nudo sotto casa di Vannacci, il finestrino rotto di Ryanair e Lavitola

L’algerino liberato è una vergogna, pietra tombale sul Campo Largo e Ranucci: quindi, oggi…

Gira voce che Di Battista voglia creare un partito, un po’ come Vannacci. In effetti si somigliano, uno a destra e l’altro vagamente nel campo della sinistra. Diciamo che anche lui un po’ di spazio lo avrebbe: il M5S alleato del Pd, e soprattutto nel campo largo con Renzi, potrebbe deludere un numero enorme di elettori grillini della prima ora. Che di ritrovarsi con l’ex premier di Rignano proprio non riescono a immaginarselo.

A sinistra sono nel panico perché la prima piazza unitaria del campo largo è stata un flop clamoroso. E non per la contestazione di Potere al Popolo, ma per ciò che è emerso: la divisione, abnorme, sulla politica estera (vedi le frasi di Conte), la scarsa partecipazione (sedie vuote: tante) e le incomprensioni sul riarmo (il Pd sì, gli altri no). La pietra tombale la mette Travaglio, ascoltatissimo dai grillini: «Si spera che la prima piazza unitaria della cosiddetta coalizione progressista a Napoli sia anche l’ultima».

Leggendo le cronache sul flop della manifestazione di Napoli, scopro che il M5S accusa il Pd di non aver portato abbastanza persone. Cioè: cinque leader nazionali dei partiti che si candidano a governare il Paese non riescono a riempire una piazza di mille persone senza che i partiti portino gli attivisti coi pullman? Eddai, fa ridere.

Un anno fa la manifestazione Pro Pal aveva riempito le piazze. E al referendum sono riusciti a battere Meloni. Ma il problema è che né nel primo caso né nel secondo si trattavano di voti del centrosinistra. È un’altra roba. Sono consensi che si spostano sui grandi temi, ma non seguono più quei partiti che sperano di rappresentarne le istanze. Da questo punto di vista, il voto a destra appare molto più strutturato.

Il caso Ranucci sta prendendo una piega meravigliosa. A dirla tutta, non si capisce più niente. Sondaggi. Quesiti. Mandanti. Smentite. Interviste di Lavitola che non gli pare vero di essere tornato al centro della scena. Ranucci che continua a rispondere ai colleghi con interviste in cui fa più danni che altro. Intrighi. Ipotesi. Colpi di scena. Tutto un gran minestrone in cui ormai non si capisce più dove sia il capo e dove la coda. Insomma: una perfetta puntata di Report.

Un tizio prende un volo Ryanair e, per poco, non finisce fuori dal finestrino rotto da alcuni pezzi di motore volati via. Un incubo bello e buono. Ma ogni volta che prendo un aereo mi dico: se le auto si fermano in mezzo alla strada, se i motori si inceppano, se qualsiasi mezzo può avere un’avaria, perché gli aeroplani dovrebbero esserne immuni? Fa parte del gioco che un mezzo di trasporto si rompa per qualche motivo. Solo che, se ti capita a quelle altezze, non c’è via di scampo. Per questo, ogni volta che mi imbarco, parto con un’Ave Maria.

Sapete cosa c’è di davvero insopportabile nella storia della giovane sfregiata alla fermata della metropolitana Duomo di Milano? No. Non è il fatto che il suo aggressore l’abbia colpita senza un motivo, solo perché lei avrebbe osato guardarlo, cosa che — essendo lui uomo e musulmano — riteneva indegna. E neppure il fatto che il ventisettenne sia un algerino. O che sia irregolare sul territorio italiano, quindi clandestino, e dunque non sarebbe dovuto essere lì. Chiaro: pure questo fa arrabbiare. Ma ad essere davvero inaccettabile è il fatto che Mohammed Saidi fosse stato arrestato dalle Volanti della questura solo poche ore prima per un tentato furto aggravato. Gli agenti avevano fatto il loro mestiere: lo avevano visto scassinare tre auto con un grosso cacciavite, gli avevano messo le manette e lo avevano portato davanti a un giudice per la direttissima. Solo che, convalidato l’arresto, il giudice lo aveva rimesso in libertà imponendogli un semplice divieto di dimora a Milano. Divieto che ovviamente ha violato, per poi accanirsi su quella giovane donna. Direte: questa è la legge. Per un tentato furto aggravato non si finisce in carcere, se si è incensurati. Va bene. Ma chi glielo dice, ora, a quella ragazza che i poliziotti avevano già preso il suo aggressore poche ore prima che la sfigurasse in maniera permanente? Chi glielo dice che, se fosse rimasto in cella almeno per qualche ora, oggi il suo volto non avrebbe quella terribile cicatrice da taglierino che parte dal labbro e arriva fino al collo? Chi glielo dice che non è la prima volta che accade e che le forze dell’ordine denunciano da anni questa deriva: noi li prendiamo, loro escono e poco dopo tornano pure a sbeffeggiarci. Non so, allo stato attuale, quale sia la soluzione. Ma è evidente che una soluzione vada trovata. Perché se quel ladro fosse rimasto dietro le sbarre, oggi quella ragazza non sarebbe in ospedale. E questo è davvero difficile da accettare.

No dico, femministe: avete letto cosa ha raccontato la ragazza sfregiata a Milano? “Si avvicinava di scatto e, dopo avermi sputato due volte sul viso in segno di disprezzo, mi spingeva con forza sulla spalla sinistra. La potenza dell'urto mi faceva arretrare. Con l'aiuto della mia amica tentavo di spingere l'uomo per difendermi dalla sua aggressione e per allontanarlo da noi, ma lui reagiva con molta violenza e mi sferrava un pugno sul labbro superiore procurandomi una ferita. Non potendo più difendermi da sola dalla violenza di quell'uomo che senza motivo continuava ad insultarmi e ad attaccarmi, afferravo il mio telefono per chiamare la Polizia”. E ancora: “L'uomo a quel punto cominciava ad urlare gli stessi insulti di prima e dopo avermi chiesto se stavo chiamando la polizia, come a volersene accertare, estraeva un coltello e mi colpiva al viso. Poco dopo vedevo la mano dell'uomo sporca di sangue, io stessa cominciavo a perdere molto sangue dal viso che sporcava i miei indumenti e finiva a terra fino a formare delle grosse chiazze”. Com’è che stavolta non vedo piazze in rosa e scarpette rosse? Siete troppo impegnate con le manifestazioni Pro Pal?

Sappiate che l’altra sera un marocchino, irregolare e in stato di alterazione, si è messo a correre

completamente nudo per le vie di Viareggio. Bene. Sapete dove lo hanno fermato gli agenti? Praticamente sotto casa di Vannacci, qualche via più in là. È incredibile come la vita sappia essere molto più avvincente di una fiction.

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