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Qui Repubblica si è superata, quanto ci costa la famiglia nel bosco e Grosso: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: gli esorcisti dal Papa, i fallimenti in Germania e il referendum sulla giustizia

Qui Repubblica si è superata, quanto ci costa la famiglia nel bosco e Grosso: quindi, oggi…

  • A leggere le cronache sulla famiglia nel bosco vengono i brividi. Allora: questi figli, a detta di tutti, non erano maltrattati. Magari avevano scelto uno stile di vita rivedibile, magari la casa andava ristrutturata, ma si poteva probabilmente trovare una mediazione senza trascinarli in casa famiglia. Fatto sta che ora leggo del fatto che il papà Nathan starebbe “trattando” con gli assistenti sociali per trovare una soluzione. Ma vi rendete conto? Il padre deve trattare con un perfetto sconosciuto per riavere i propri figli. Mi mette i brividi.

  • Ps: sapete quanto è costato alle casse del Comune portare i bambini in casa famiglia? Da novembre a marzo, 32mila euro. 32mila euro. Sapete quanti bagni in casa potevano costruire con quei soldi i Trevallion?

  • Ma voi vi rendete conto che Repubblica sta montando un polverone sui presunti dossier di Bucci sul Secolo XIX, ma non dice nulla, nulla, sulle minacce di Gratteri contro Il Foglio? Io sono senza parole.

  • Il Papa ha ricevuto in udienza in Vaticano mons. Karel Orlita, presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti. L’invito è stato quello di vivere l’esorcismo “come ministero di liberazione e di consolazione, accompagnando i fedeli realmente posseduti dal maligno con la preghiera e l’invocazione della presenza efficace di Cristo, affinché mediante il sacramentale dell’esorcismo il Signore conceda la vittoria su Satana”. Ormai fa quasi specie sentir parlare i preti di Satana. Eppure…

  • Il numero delle imprese fallite in Germania nel 2025 ha raggiunto un record mai toccato dal 2014. Parliamo di 24.064 insolvenze, con un aumento del 10,3% rispetto all’anno precedente. Un fallimento ogni 20 minuti. Colpa della guerra in Ucraina, della crisi dell’automotive, di un’economia non più così florida. A chi “gode” di questo dato, però, ricordo che dalla ricchezza dei tedeschi dipende anche una parte della nostra.

  • Dice il professor Enrico Grosso, gran divulgatore del No al referendum: “Io voglio un giudice che renda davvero giustizia, che sappia tutelare i diritti dei più deboli contro le prepotenze dei più forti, quelli che di un giudice non hanno alcun bisogno perché hanno la forza di farsi giustizia da sé”. Scusate, ma questi che idea hanno di giustizia? Mica i procuratori e le toghe sono dei Batman che combattono il male per far trionfare il bene! I pm valutano l’eventuale presenza di reati e cercano le prove contro e a favore dell’imputato. I giudici invece giudicano banalmente se i comportamenti del suddetto indagato rientrano o meno nelle leggi approvate dal Parlamento sovrano. Guardate che questo approccio del giustiziere immacolato è pericolosissimo.

  • Sempre sul professor Enrico Grosso, presidente del Comitato per il No al referendum. Sapete cosa ha detto oggi? Che la riforma della giustizia “non danneggia i magistrati ma mette in pericolo la vita individuale e collettiva dei cittadini”. E la peppa! Addirittura! “Mette in pericolo la vita individuale e collettiva dei cittadini”. In pratica il 23 marzo vince il Sì e dobbiamo tutti temere per la nostra esistenza, tenendo a mente il famoso detto: “Ricordati che devi morire”. Ora, io non so se la nuova giustizia con carriere separate per magistrati e giudici, due Csm, il sorteggio e un’Alta Corte dedicata porterà all’estinzione del genere umano e se sarà davvero pericolosa per la vita dei cittadini. Lo scopriremo solo vivendo. Però siamo sicuri — perché ne esistono le prove — che la giustizia come la conosciamo oggi ha danneggiato eccome la vita di molti. Di sicuro l’ha rovinata a Beniamino Zancheddu, gettato in carcere per 33 anni da innocente. Di sicuro l’ha rovinata a Pietro Tatarella, assolto dopo 7 anni ma con una brillante carriera politica buttata alle ortiche. Ha distrutto l’esistenza di Stefano Esposito, pure lui vittima di un massacro giudiziario finito nel nulla. E ha rovinato pure quella di quel povero cristo rimasto per 43 giorni in carcere più del dovuto perché il magistrato se l’era dimenticato. I casi sono tanti e, per citarli tutti, non bastano i tre minuti di questo reel. Per cui voglio dire: magari il 24, con la vittoria del Sì, si avvererà l’Apocalisse. Ma tutto sommato non è che adesso ce la passiamo tanto bene. Forse conviene provare, no?

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