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25 aprile, l'appello di Mattarella: "Sia momento di riflessione collettiva e coesione nazionale"

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell'incontro al Quirinale con gli esponenti delle Associazioni combattentistiche e d'Arma nella ricorrenza dell'81° anniversario della Liberazione

25 aprile, l'appello di Mattarella: "Sia momento di riflessione collettiva e coesione nazionale"
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"Nel ricordare il sacrificio di quanti hanno combattuto per restituirci la libertà, ribadiamo l'impegno della Repubblica italiana in favore della pace, del rispetto dei diritti umani e della costruzione di società nazionali e internazionali più giuste e solidali". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell'incontro al Quirinale con gli esponenti delle Associazioni combattentistiche e d'Arma nella ricorrenza dell'81° anniversario della Liberazione. "Con questi sentimenti - ha aggiunto -, rinnovo a tutti voi il saluto più cordiale e il ringraziamento più intenso per il prezioso contributo che continuate a recare all'Italia. Viva la Liberazione. Viva la Repubblica".

"Il 25 aprile mi recherò a San Severino Marche, Città insignita della Medaglia d'Oro al Merito Civile, che ha offerto un contributo significativo alla lotta di Liberazione, pagando un prezzo alto in termini di sofferenze e sacrifici. Come molte realtà del nostro Paese rappresenta un luogo simbolico della Resistenza, chiamata quest'anno - ottantesimo anniversario della scelta Repubblicana effettuata dalle italiane e dagli italiani - a rinnovarne il messaggio, a farne un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale".

Il capo dello Stato poi ha affermato: "La lotta di Liberazione è una delle pagine fondanti della storia repubblicana. Essa segna il riscatto morale e civile di un popolo che, nella Resistenza, espresse la forza e la capacità di affermare i valori di libertà, giustizia, pace, democrazia. Quei valori, scolpiti nella nostra Costituzione, non sono soltanto il frutto di una stagione storica: costituiscono il fondamento della nostra convivenza civile e della presenza dell’Italia nel contesto internazionale. Una condizione ottenuta a caro prezzo, che ci richiama rigorosamente, ogni giorno, alla responsabilità di difenderla e rinnovarla. Il fermo rifiuto di ogni forma di sopraffazione e di ogni deriva totalitaria –quale che sia la matrice ideologica o il preteso riferimento religioso che la ispiri– insieme al coraggio dimostrato da donne e uomini nel difendere la dignità della persona, costituisce un patrimonio morale di straordinario valore". E ha concluso: "Libertà e pace non sono elementi e dati acquisito una volta per tutte. Sono beni resi fragili dalla dissennatezza e che richiedono consapevolezza, impegno. Si tratta di un patrimonio che deve essere custodito, fatto vivere e trasmesso alle giovani generazioni.

Il prevalere della legge imposta da chi si ritenga provvisoriamente più forte è destinata, infatti, a seminare lutti e distruzioni, aprendo a una condizione di conflitti permanenti, di barbarie nella vita internazionale".

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