Una giornata di commemorazioni per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ieri a Milano ha incontrato il Comitato 8 ottobre e poi ha partecipato al teatro alla Scala alle celebrazioni per i 120 anni della Cgil.
«Riversare sul futuro il dolore in maniera positiva è una scelta non facile, è una scelta di grande valore» afferma il presidente Mattarella, incontrando i familiari delle vittime dell’incidente di Linate dell’8 ottobre 2001 quando un Cessna privato in arrivo da Parigi per sbaglio entrò nella pista di decollo dello scalo scontrandosi con un aereo della Sas che stava decollando per Copenaghen che si schiantò contro un capannone prendendo fuoco. Morirono 118 persone.
In particolare il Capo dello Stato ha elogiato la decisione, di cui ha parlato la presidente del Comitato Adele Pesapane, di piantare «118 alberi nel Bosco dei Faggi, uno per ciascuna delle vittime, perché anche la natura custodisse nel tempo la loro memoria» e di sostenere «borse di studio, premi di laurea, incontri con le scuole, perché crediamo che il modo migliore per onorare chi non c’è più sia di raccontarlo a chi ha ancora una vita davanti». «Il dolore non si estingue né si attenua, è impossibile che questo avvenga. Si può tradurre in modi diversi. Questo riversare sul futuro il dolore in maniera positiva è una scelta non facile, è una scelta di grande valore. Per me essere qui è anche cercare di far comprendere la vera vicinanza, autentica, sentita, personale per il dolore che rimane. Per l’impegno che avete coltivato in questi anni, comunque per il futuro». «Contenti», «commossi», «emozionati» per l’incontro i componenti del comitato.
Poi il Capo dello Stato si è spostato al Piermarini per un altro anniversario, quello dei 120 anni della Cgil, nel giorno in cui un giovane operaio è morto sul lavoro a Robecco sul Naviglio e un altro è deceduto in cantiere ad Ancona. Ad accoglierlo un lunghissimo applauso e una standing ovation. Nelle file centrali Sergio Cofferati, Maurizio Landini, Susanna Camusso, e la ministra Calderone, il presidente del Cnel Renato Brunetta, il sindaco Beppe Sala, la leader del Pd, Elly Schlein, i portavoce di Avs, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, Maria Elena Boschi (Iv). L’applauso è terminato solo con le prime note dell’inno nazionale eseguito dell’orchestra della Scala. Durante il suo intervento il segretario Maurizio Landini ha ringraziato il capo dello Stato «per la sua costante sensibilità e vicinanza al mondo del lavoro tutto che lotta per il riconoscimento pieno dei propri diritti, a partire dalla sicurezza in tutti i posti di lavoro». Poi Landini ha sottolineato che: «Si deve vivere di lavoro, non morire».
Dopo l’uscita del Capo dello Stato la platea ha intonato «Bella Ciao». A cantare anche Schlein e Fratoianni e l’ex segretaria Cgil Camusso.
