Previsto e arrivato. Un'acquazzone con forte vento si è abbattuto ieri sulla città e sull'hinterland. Le chiamate ai Vigili del Fuoco dai comuni della cintura milanese sono state 240 a cominciare dalle 15. Cornicioni a terra, cartelloni pericolanti, rami divelti (e un albero) anche di grosse dimensioni. Un grosso ramo ha bloccato la circonvallazione tramviaria in via Rospigliosi, zona San Siro. Un secondo in viale Lazio e un albero di piazzale Libia si è abbattuto sul cofano di un'auto parcheggiata. Speriamo che non si prendano a pretesto questi episodi per portare a compimento il disegno della giunta Sala di sostituire tutte le specie ad alto fusto con alberelli di piccole dimensioni. I fatti ci dimostrano che solo la manutenzione costante - dei tombini e delle piante - può evitare pericolosi incidenti. Il ramo di via Rospigliosi che ha deviato i mezzi è stato rimosso grazie ai pompieri e alle squadre Atm. Intanto ieri l'aria si è rinfrescata: i 30 gradi accompagnati dal cielo nuvoloso hanno attutito la bolla di calore che ha infuocato il cemento nei giorni scorsi. Ieri, infatti, in tutta la regione, ci sono stati temporali sparsi anche di forte intensità e con grandine e l'instabilità atmosferica è destinata ad aumentare nelle prossime ore: in quota sta arrivando aria più fresca. Il Comune aveva previsto per oggi la chiusura dei parchi e invitato i residenti a evitare le aree alberate e i giardini pubblici fino al termine dell'allerta.
La decisione è legata al fenomeno del downburst (termine tecnico ricorrente nei bollettini meteo) che si presenta con violente raffiche di vento discendenti generate dai temporali, capaci di raggiungere velocità molto elevate in pochi minuti e provocare la caduta di alberi, rami e strutture come successo durante il temporale di lunedì sera. Il fenomeno si verifica quando le temperature sfiorano i 40 gradi, downdraft è una corrente discensionale che poi si propaga orizzontalmente in tutte le direzioni, come uno scoppio (burst). L'aria calda e umida sale, alimentando la nube. All'interno della nube, però, pioggia e grandine possono attraversare strati d'aria più secchi: evaporazione e fusione sottraggono calore all'ambiente, rendendo l'aria più fredda e più densa.
A quel punto la massa d'aria accelera verso il basso, trascinata anche dal peso delle precipitazioni. Le raffiche possono superare i 100 km/h e provocare danni simili a quelli di una tromba d'aria, pur avendo una dinamica diversa.