Sarà interrogato questa mattina a San Vittore Mohammed Saidi, il 27enne algerino arrestato giovedì dopo aver sfregiato con un coltello una ragazza nel mezzanino della fermata Duomo della metro. Dopo l'interrogatorio dell'uomo, difeso dall'avvocato Mara Bracco, il gip Cristian Mariani dovrà decidere sulla richiesta di convalida dell'arresto e di custodia cautelare in carcere avanzata dal pm Simona Ferraiuolo. La Procura avanza le imputazioni di sfregio permanente del viso, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di coltello.
"Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare", ha messo a verbale davanti agli agenti della polizia locale, che hanno arrestato Saidi, la 22enne ferita nello sporgere denuncia e nel raccontare l'esperienza tragica. La ragazza è stata dimessa con una prognosi di 10 giorni. Nel verbale d'arresto dei vigili si legge tra l'altro che "il nucleo Antiterrorismo del Ros di Milano sta espletando controlli in Europa, per tramite Interpol, per verificare l'eventuale coinvolgimento in ambienti radicalizzati". Tuttavia, scrive il pm nella propria richiesta, "allo stato non vi è prova del fatto che il Saidi abbia agito mosso da motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi".
Interviene Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Consiglio regionale: "La vittima è marocchina, l'aggressore algerino. Questa vicenda dimostra ancora una volta il fallimento totale del modello di società costruito in questi anni dalla sinistra. Un modello fondato sull'immigrazione incontrollata, sul permissivismo e sull'illusione che chiunque arrivi in Italia abbia automaticamente il diritto di restarci, qualunque cosa faccia. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: città sempre più insicure, violenza quotidiana e intere zone abbandonate al degrado e alla prepotenza di chi non rispetta le nostre leggi e le nostre regole. A pagare il prezzo di questo disastro non sono soltanto gli italiani, ma anche le tante persone straniere che vivono onestamente nel nostro Paese, lavorano, studiano e rispettano le regole". Infine: "Milano non può continuare a essere il laboratorio ideologico della sinistra sulla pelle dei cittadini".
Così il deputato di Fdi, Riccardo De Corato: "Apprendo con soddisfazione" che il pm chiede il carcere per Saidi. "Una decisione presa, perché il nordafricano è ritenuto pericoloso e in grado di colpire ancora. Mi conforta vedere che questa volta la magistratura si è comportata correttamente. Troppe volte, infatti, era stata usata una incomprensibile e pretestuosa clemenza nei confronti dei delinquenti. Un atteggiamento che alla fine sono sempre stati i cittadini per bene a scontare rimanendo vittime di criminali lasciati liberi troppo frettolosamente".
E la consigliera regionale del Carroccio, Silvia Scurati: "È allucinante che una ragazza non possa essere libera di circolare a Milano senza correre il rischio di essere aggredita e addirittura sfregiata da chi rivendica con orgoglio il suo essere uomo e musulmano. Ovviamente adesso le femministe nostrane se ne staranno ben zitte.
Lo abbiamo detto e lo ripetiamo, per questi personaggi deve valere una sola regola: rimpatrio o remigrazione, senza se e senza ma. Non ci sottometteremo mai alla cultura islamica estremista che considera le donne come un oggetto".