La Regione Lazio chiede più tempo per riorganizzare la rete ospedaliera

Nelle prossime settimane sarà pronto un nuovo piano di riordino della rete ospedaliera nel Lazio, mentre sarà messo da parte quello redatto dall’ormai ex-commissario governativo per il Piano di rientro regionale del Lazio Elio Guzzanti. Il documento, dunque, non sarà presentato oggi durante il tavolo di verifica del governo, al quale il presidente della Regione Lazio Renata Polverini e neo-commissario alla Sanità (o un tecnico che potrebbe rappresentarla) chiederà più tempo in attesa di poter ultimare il nuovo piano.
Il presidente della Regione presenterà a breve, ma non oggi, i provvedimenti che porterebbero allo sblocco della quota di fondi Fas (i fondi governativi destinati alle aree sottoutilizzate), circa 420 milioni di euro, destinata al risanamento del deficit sanitario.
Il riassetto della rete ospedaliera sarà tarato sui nuovi parametri di 4 posti letto per mille abitanti fissati dal governo, ma saranno anche definiti i budget per struttura relativi al 2010. La decisione della Regione è quella di «non utilizzare interventi tampone, ma di riorganizzare la sanità nel Lazio». Nel caso di accoglimento di questi provvedimenti da parte del governo, si arriverebbe allo sblocco dei fondi Fas, evitando l’aumento delle aliquote Irpef e Irap.
Ieri la Cisl del Lazio aveva spiegato che il Piano della rete ospedaliera potrebbe riguardare il taglio di 3.000 posti letto nella regione: 1.300-1.500 per acuti, 900 per riabilitazione e 600 per lungodegenza.
Sulla situazione del disavanzo sanitario è intervenuto ieri l’ex vicepresidente della Regione Esterino Montino del Pd per rivolgere un appello a sindacati e imprese: «Credo sia urgente - ha detto - una presa di coscienza collettiva rispetto a quanto sta accadendo nella Regione Lazio in particolare per quanto attiene alla sanità. Come è noto la presidente della Regione Polverini non porterà all’attenzione del Tavolo tecnico per il piano di rientro i due provvedimenti attesi e necessari per sbloccare i fondi Fas. Circa 450 milioni di euro che sono necessari per coprire il disavanzo 2009 ed evitare l’aumento , automatico, delle aliquote Irpef e Irap, come previsto dal Patto della salute siglato tra Governo e Regione lo scorso 3 dicembre. Nella nostra Regione a causa dell’enorme debito accumulato nel quinquennio 2000/2005 dal 2006 la pressione fiscale è già al massimo». «I due provvedimenti attesi e richiesti - ha proseguito - sono: riassetto della rete ospedaliera, da tarare sui nuovi parametri di 4 posti letto per mille abitanti fissati dal Governo proprio con l’atto del 3 dicembre, e non più al 4.5 come era fino ad allora, e la definizione dei budget per struttura relativi al 2010.
Secondo Montino non c’è alcuno possibilità di ottenere un rinvio: «Infatti - dice - in una situazione di crisi nazionale e internazionale tanto critica da rendere necessaria una manovra da 25/28 miliardi è altamente improbabile che si possano fare eccezioni, a meno di non voler rompere il patto siglato con tutte le Regioni - continua - La nostra preoccupazione è cresciuta dopo aver letto le dichiarazioni del Ministro della salute Ferruccio Fazio che paventano la sciagurata possibilità di un taglio al fondo sanitario nazionale. Dunque la strada che porta ad un aumento delle tasse sembra tracciata».

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