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Retrogusto

DanielCanzian si rinnova (e diventa più veneziano)

Il ristorante in Brera dello chef veneto riapre con un’immagine più essenziale e che racconta meglio le sue origini. Nella sala materiali autentici come la Briccola, il legno dei pali che da secoli delimitano la laguna, segnato dall’acqua e dal tempo. In cucina un nuovo momento, quello della Cicchetteria di Daniel, che anticipa la cena con un momento più informale

canzian

C’è un filo rosso che unisce la cucina di Daniel Canzian alla nuova immagine del suo ristorante milanese: è quello delle origini venete, raccontate con maggiore chiarezza tanto nei piatti quanto negli spazi. Alla riapertura dopo la pausa estiva, DanielCanzian Ristorante si presenta con una sala completamente rinnovata, senza cambiare identità ma rendendola più riconoscibile e personale.

L’intervento non è una rivoluzione estetica, bensì un’evoluzione coerente con il percorso intrapreso dallo chef negli ultimi anni. Se la cucina ha progressivamente eliminato il superfluo per mettere al centro la leggibilità dei sapori e la qualità della materia prima, oggi la stessa filosofia entra negli ambienti del locale. I nuovi interni puntano su materiali autentici, tonalità più calde e arredi progettati su misura, trasformando il ristorante in uno spazio pensato per essere vissuto con naturalezza, dal momento dell’aperitivo fino alla cena.

Il progetto porta la firma di Riva1920 e trova nella tradizione veneziana la sua principale fonte d’ispirazione. I richiami alla Laguna non sono mai decorativi, ma affidati a dettagli capaci di evocarne l’atmosfera: i rossi che ricordano le facciate di Venezia, l’ottone, il legno e soprattutto la Briccola, il materiale ricavato dai pali che da secoli delimitano i canali veneziani. Un legno segnato dall’acqua e dal tempo, unico in ogni sua venatura, che diventa il simbolo più evidente del legame tra Canzian e la sua terra.

L’elemento più rappresentativo della nuova sala è il social table ricavato dalla console Venice, disegnata da Claudio Bellini e reinterpretata insieme a Maurizio Riva e allo stesso chef. Il grande piano in vetro extrachiaro, dalle linee morbide e ondulate, sembra seguire il movimento dell’acqua, mentre sette pali di Briccola sostengono la struttura: nessuno è uguale all’altro, perché ciascun tronco conserva la propria storia e le proprie imperfezioni.

Attorno a questo tavolo si sviluppa un ambiente costruito su misura.

L’ingresso, l’area dell’accoglienza e la sala sono stati arredati con nuovi mobili contenitori e con uno chef’s table in rovere pensato per avvicinare gli ospiti al lavoro della cucina, rafforzando l’idea di un’ospitalità più intima e contemporanea.

«Volevo che il ristorante mi assomigliasse ancora di più», racconta Daniel Canzian. «Negli ultimi anni ho cercato di rendere ogni piatto più semplice e comprensibile, eliminando tutto ciò che non era essenziale. Mi interessava che anche la sala parlasse lo stesso linguaggio: meno elementi, materiali veri e un legame forte con le mie origini. La Briccola non è solo un legno prezioso, ma custodisce la memoria della Laguna e una storia che sento profondamente mia».

La novità non riguarda soltanto gli spazi. Da settembre il ristorante anticipa l’apertura alle 18 e introduce un nuovo momento dedicato all’aperitivo, ispirato alla tradizione veneziana dei cicchetti. Nasce così la Cicchetteria di Daniel, una proposta più informale che permette di fermarsi anche soltanto per un cocktail o un calice di vino accompagnato da una selezione di piatti.

Il menu spazia dal pane sfogliato caldo con Nettare Rosso di pomodoro alla degustazione di Parmigiano Reggiano, passando per il baccalà mantecato con polenta e una ciotola di risotto preparato ogni giorno. Un modo per vivere il ristorante in orari e occasioni diverse, senza perdere il filo conduttore che da sempre caratterizza la cucina di Daniel Canzian: eleganza, essenzialità e un Veneto raccontato con discrezione.

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