Dalla moda all’agricoltura, con un obiettivo preciso: preservare un territorio dalla cementificazione e trasformarlo in un modello di azienda agricola sostenibile. È questa l’origine di Diesel Farm, la tenuta fondata nel 1993 da Renzo Rosso sulle colline di Marostica, nel Vicentino, oggi realtà vitivinicola e olivicola che si estende su oltre 100 ettari tra boschi, pascoli, vigneti e uliveti.
L’area, compresa tra i 150 e i 300 metri di altitudine, era destinata a un progetto edilizio. L’acquisto da parte del fondatore di Diesel ne ha cambiato il destino, dando vita a un’oasi aperta anche al pubblico, attraversabile a piedi e in bicicletta, dove convivono coltivazioni, allevamenti e fauna selvatica. Boschi e prati ospitano bovini, pecore, capre e cavalli, ma anche caprioli, cinghiali, scoiattoli e numerose specie di uccelli, in un ecosistema che l’azienda definisce una vera e propria biosfera.
Le colline tra Marostica e Asolo, in continuità con le aree viticole di Conegliano-Valdobbiadene, Breganze e Soave, beneficiano di un microclima favorito dall’incontro tra le correnti provenienti dalla costa adriatica e dalle Prealpi. I terreni, ricchi di basalto e arenaria, sono stati ritenuti particolarmente vocati alla viticoltura, tanto che il progetto enologico ha preso forma pochi anni dopo la nascita della tenuta.
Rosso, cresciuto in una famiglia di agricoltori nel Padovano, ha riportato in azienda il legame con le proprie origini, scegliendo un modello produttivo basato sull’agricoltura biologica e su pratiche ispirate anche alla biodinamica. L’obiettivo è limitare l’impiego di sostanze chimiche di sintesi e mantenere la fertilità dei suoli attraverso tecniche come il sovescio, il dry farming e altre lavorazioni agronomiche orientate alla conservazione dell’equilibrio naturale.
La produzione vinicola è iniziata nel 1999 e oggi conta circa 25mila bottiglie l’anno. Lo sviluppo della cantina è stato accompagnato dalla collaborazione con l’enologo Umberto Marchiori e dal team di Uva Sapiens, che segue gli aspetti agronomici ed enologici dell’azienda. L’idea è valorizzare le caratteristiche del territorio attraverso una gamma di vini ottenuti da vitigni internazionali, vinificati in purezza oppure in assemblaggio.
Tra le etichette che ho avuto la possibilità di assaggiare di recente segnalo il Nero di Rosso, un Doc Breganze da uve Pinot Nero la cui prima annata è il 2003 e che è prodotto in appena mille bottiglie e che, dopo una selezione manuale delle uve, una macerazione a freddo degli acini interi prima dell’inoculazione dei lieviti, affina in legno di rovere di secondo e terzo passaggio per dodici mesi. Il colore è rosso rubino scarico, i profumi eleganti e con richiami speziati, la bocca pulita e nervosa. Poi ho assaggiato il Bianco di Rosso (3mila bottiglie), un Doc Breganze da uve Chardonnay che affina per sei mesi in legno e ne esce dal colore giallo dorato, con aromi di frutta matura, agrumi canditi, erbe aromatiche, pepe bianco e una bocca grassa e al contempo minerale. Poi il Rosé di Rosso (2mila bottiglie), uvaggio di Pinot Nero, Merlot e Cabernet Sauvignon, che fa solo acciaio, ha colore oro rosa, profumi di fragoline di bosco e viole, bocca croccante e tagliente. Completano la gamma il Rosso di Rosso, taglio bordolese a base di Merlot e Cabernet affinato per dodici mesi in barrique MeRRlot, CabeRRnet, Icon e RRosé, oltre allo spumante Metodo Classico Celebrating 55, nato nel 2010 per celebrare il cinquantacinquesimo compleanno di Renzo Rosso e prodotto da Chardonnay e Pinot Nero.
La vinificazione punta su una raccolta esclusivamente manuale e su un’attenta selezione delle uve, effettuata in momenti diversi anche all’interno dello stesso vigneto per rispettare i differenti tempi di maturazione legati alle esposizioni. Fermentazioni in contenitori differenti, utilizzo di lieviti indigeni e affinamenti calibrati completano un percorso orientato a esprimere le peculiarità del terroir.
Accanto al vino, Diesel Farm produce anche un olio extravergine di oliva ottenuto principalmente dalle varietà Leccino, Frantoio e Grignano, raccolte manualmente e frante a basse temperature per preservarne le caratteristiche aromatiche.
Negli ultimi anni il progetto si è ampliato con la realizzazione della nuova cantina, ricavata dal recupero di vecchie stalle e costruita secondo criteri di sostenibilità, utilizzando materiali di recupero e sfruttando l’interramento parziale dell’edificio per garantire naturalmente il controllo della temperatura.
Nel 2023 ha aperto anche Cucina Diesel Farm, agriturismo bistrot affacciato sulla tenuta. Il locale propone una cucina stagionale basata prevalentemente sulle produzioni aziendali: carni provenienti dagli allevamenti della fattoria, ortaggi coltivati negli orti della proprietà e ingredienti selezionati tra produttori locali.
Con circa trenta coperti, degustazioni dei vini della tenuta e una terrazza panoramica sulla pianura vicentina fino alla Laguna Veneta, rappresenta l’ultimo tassello di un progetto che integra agricoltura, produzione vinicola, ospitalità e valorizzazione del paesaggio.
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