Chi porta il vino a Natale ha diritto almeno a un’anticipazione sul menu. Con la lepre in umido conviene salire sulle colline della Rufina, con l’agnello al forno scendere verso il mare di Suvereto. Se invece il piatto forte è una lasagna, si può anche attraversare il Tirreno e cercarle compagnia nel Sarcidano. I tre rossi che Famiglia Casadei ha scelto per le feste del 2026 costano tra i 21 e i 29 euro. A distinguerli, oltre alle uve e alla geografia, c’è quel che accade in cantina, dove si passa dalle botti toscane a un Cannonau che incontra soltanto la terracotta.
La storia comincia a Pontassieve, a est di Firenze, in un castello fondato nel XII secolo dalla famiglia de’ Pazzi e acquistato nel 1968 dai Baj Macario. Dal 1995 lo conducono Anna Baj Macario e il marito Stefano Casadei. Proprio tra i filari del Castello del Trebbio i due cominciano a mettere a punto il decalogo che chiameranno BioIntegrale, l’insieme delle regole che la famiglia si dà per la cura dei suoli e la tutela della biodiversità. Nel frattempo le tenute sono diventate quattro, compresa Terre di Romena in Casentino, e in azienda lavorano anche i tre figli, Lorenzo, Laura ed Elena.
Per il Chianti Rufina Riserva Docg 2021 si sale fino ai vigneti più alti del Trebbio, a circa 450 metri, dove i frammenti di calcare aiutano l’acqua a filtrare nel terreno argilloso. Il Sangiovese conta per il 90 per cento, Merlot e Syrah si dividono il resto. I grappoli si raccolgono a mano in cassette da dieci chili, la fermentazione parte spontaneamente in acciaio e il vino matura in legno prima di passare in bottiglia. Ha il profumo della ciliegia scura, un tratto speziato e tannini ben presenti, con una vena balsamica che si fa strada negli anni. Dei tre è quello che si può dimenticare più a lungo in cantina. Viene accreditato di oltre vent’anni di vita, ma questi sono discorsi da collezionisti o da grandi ottimisti. Una buona bottiglia si può aprire quando si vuole. Costa 21 euro.
A Suvereto, in Alta Maremma, Stefano Casadei ha trovato nel produttore californiano Fred Cline un socio con cui coltivare varietà internazionali a poca distanza dal Tirreno. Nel Sogno Mediterraneo Toscana Igt 2023, da vigne piantate nel 1999, il Syrah occupa l’85 per cento e lascia il resto a Grenache e Mourvèdre. Le uve passano una giornata al fresco prima della pigiatura. Per la fermentazione si usano vasche di cemento e, in parte, anfore. Seguono dai dodici ai quattordici mesi in barrique di rovere francese, nuove soltanto per un quinto. Mora e ribes aprono il sorso, tabacco e cioccolato fondente lo accompagnano verso un finale di spezie dolci. Con l’agnello arrosto o un pecorino ben stagionato. Prezzo, 21,50 euro.
A Gergei, nell’entroterra sardo, la misura cambia. Un ettaro e due decimi, piantati nel 2016 su terreni di origine calcarea e basaltica, danno le seimila bottiglie del Cannonau di Sardegna Doc 2024 di Tenuta Olianas, nella linea Le Anfore di Elena Casadei. Cannonau in purezza, resta sulle bucce dai trenta ai quaranta giorni e affina per sei mesi, sempre in terracotta, poi per altri quattro in vetro. Sa di mirtillo e lampone, con richiami di mirto, pepe e radice di liquirizia. Costa 29 euro. A tavola, oltre alla lasagna, gli si può affidare un arrosto di maiale. O una millefoglie di verdure al forno, purché ci sia la fonduta.
