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Retrogusto

Neit, il whiskey irlandese che parla italiano

Il marchio fondato nel 2023 dai fratelli Luca e Francesco Fracassi mette insieme il distillato dell’isola di smeraldo con il design e il savoir faire nostrano, con una gamma di prodotti che spazia dai blend ai lunghi invecchiamenti e che ha un occhio particolare all’allargamento delle occasioni di consumo, puntando in particolare sulla miscelazione

Neit whiskey

Il whiskey è irlandese, l’idea italiana. E il nome viene da un dio della guerra, anche se Neit cerca i suoi interlocutori soprattutto tra banconi e tavole apparecchiate. Fondato nel 2023 dai fratelli Luca e Francesco Fracassi, il marchio mette insieme distillati irlandesi, gusto italiano per il design e una proposta che spazia dai blend alle bottiglie con lunghi invecchiamenti. Il tentativo è allargare le occasioni di consumo, dal dopocena alla miscelazione e agli abbinamenti con il cibo.

I Fracassi arrivano dal mondo della tecnologia e degli investimenti. A indirizzarli verso il whiskey è stata anche la frequentazione di ristoranti, cocktail bar e alberghi, osservati come luoghi nei quali un prodotto trova il proprio pubblico. Il progetto ha coinvolto gli investitori Angelica Siciliano Fendi e Giuseppe Stigliano ed è approdato sul mercato italiano nel 2024. Oggi le bottiglie sono nel catalogo di Velier.

L’identità del marchio si costruisce su due piani: la provenienza irlandese del distillato e un’impostazione italiana nella presentazione e nel modo di proporlo. Il design ha un ruolo evidente (le bottiglie cilindriche e scanalate sono bellissime), ma una parte del lavoro è affidata ai bartender. Nei cocktail il whiskey raggiunge anche chi non distingue al primo sorso un single grain da un single malt. Per cominciare, del resto, non è richiesto un esame.

La porta d’ingresso della gamma è Toffee Dream, un blended composto per il 90 per cento da whiskey di cereali e per il restante 10 da whiskey di malto. Matura in botti che hanno contenuto bourbon, non reca un’indicazione d’età ed è imbottigliato a 43 gradi. Il profilo aromatico dichiarato richiama pera, vaniglia e caramello, con una componente pepata. È una delle referenze sulle quali Neit costruisce la propria proposta di miscelazione, con interpretazioni di Sour e Boulevardier.

Mellow Spice è un single grain di dodici anni e 46 gradi. La maturazione si divide in due periodi: dieci anni in botti ex bourbon e due in botti di Moscatel. Il passaggio nel legno che ha ospitato il vino aggiunge un’altra componente al distillato. Nelle note di degustazione del marchio compaiono scorza d’arancia, toffee, vaniglia e noce moscata, con un finale descritto come cremoso e dolce, che lascia progressivamente spazio a sensazioni più amare.

Con Madeira Mystery si passa al single malt. L’età dichiarata è di quindici anni, la gradazione di 46. Dopo quattordici anni in botti ex bourbon, il whiskey affronta un affinamento di diciotto mesi in botti di Madeira. Il richiamo al vino portoghese è già nel nome della bottiglia; il profilo indicato comprende miele, limone e spezie delicate. Moscatel e Madeira permettono così di esplorare due affinamenti differenti all’interno della stessa gamma.

Silent Harmony porta il calendario più indietro. È un single malt distillato nel 1991, invecchiato trentaquattro anni in una botte ex bourbon e imbottigliato da botte singola. Il progetto è nato dalla collaborazione con lo chef Endo Kazutoshi e avvicina il marchio alla gastronomia anche attraverso una bottiglia destinata a un pubblico di appassionati. La descrizione aromatica insiste su fiori di melo, camomilla e altre note floreali.

Per queste quattro etichette Neit adotta la tripla distillazione e rinuncia alla filtrazione a freddo e ai coloranti aggiunti. Il lavoro comprende una collaborazione con Boann, la distilleria irlandese che ha avviato la produzione nel dicembre 2019. I whiskey con gli invecchiamenti più lunghi appartengono invece a scorte precedenti, selezionate per il progetto.

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