IL RISCATTO CHE DIVIDE

Egregio Direttore, con la presente, visto lo spazio dedicato all'argomento da parte del suo giornale, intendo fare alcune precisazioni circa la proposta di deliberazione approvata dal consiglio regionale, di cui sono primo firmatario, da presentare al Parlamento per l'approvazione definitiva, relativa all'istituzione, in ambito nazionale, della «Giornata del riscatto».
È anzitutto da ricordare che l'iniziativa è partita nel 1997 su istanza della Confederazione fra le associazioni combattentistiche - Comitato della Spezia -, che avanzò l'idea di dar vita ad una giornata in ricordo di tutte quelle azioni che, nei giorni successivi all'8 settembre, contribuirono all'avvio della lotta di liberazione. In particolare si fa riferimento alla scelta operata dalla squadra navale da battaglia, dislocata alla Spezia che, salpata nella notte tra l'8 e il 9 settembre per raggiungere la destinazione concordata nelle clausole armistiziali, venne attaccata nei pressi della Maddalena dall'aviazione tedesca, affondando poco dopo con 1352 uomini dell'equipaggio e lo stesso Ammiraglio Bergamini, comandante della squadra navale della Spezia. Tale episodio ben esemplifica il comportamento di molti militari che, anziché cadere nelle mani delle truppe tedesche, impegnate nell'occupazione sistematica del paese, sacrificarono la loro vita per restituire dignità e prestigio al nostro paese.
Celebrare la data del 9 settembre consente dunque di onorare tutti i militari italiani che furono protagonisti degli eroici episodi di Cefalonia, Corfù, Rodi e Lero, per citare i principali, e di quelli che fecero parte dei ricostituiti reparti del Corpo di Liberazione Nazionale o che, prigionieri in Germania, rifiutarono di aderire alla Rsi. I giorni successivi all'8 settembre non rappresentarono la «morte» della patria quanto piuttosto la sua rinascita ed il primo passo verso il riscatto del paese dopo il periodo oscuro della dittatura fascista e dell'occupazione nazista.
Ritengo inoltre inaccettabile ed antistorico mettere in discussione, come fanno il consigliere Plinio ed alcuni lettori, la festività del 25 aprile, simbolo della liberazione definitiva dell'Italia, resa possibile dalla lotta partigiana e dal contributo decisivo degli alleati anglo-americani: la legittima commemorazione dei caduti non può infatti significare porre sullo stesso piano chi ha combattuto per la libertà e chi, invece, ha preferito continuare a schierarsi al fianco del nemico tedesco.
A testimonianza della condivisione delle finalità contenute nella proposta avanzata dalle Associazioni combattentistiche,da me accolta con convinzione, è infine da rilevare il consenso ed il sostegno dell'amministrazione provinciale della Spezia, del Comune capoluogo, dei Comuni di Lerici, Pignone, Portovenere, Santo Stefano di Magra, Sarzana, Sesta Godano e Vezzano Ligure, nonché di numerose personalità della cultura e del mondo politico, tra cui il noto scrittore Mario Rigoni Stern ed il compianto onorevole Alessandro Natta, combattente a Rodi il 9 settembre 1943 e autore del libro «L'altra Resistenza», pubblicato nel 1977 presso l'editore Einaudi, in cui egli sottolinea il ruolo dei militari nella lotta di liberazione.
* Capogruppo Ds
Consiglio Regionale

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