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"Rito immediato per i 2 maranza"

Accoltellarono 22enne in corso Como

"Rito immediato per i 2 maranza"
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La procura ha chiesto il processo con rito immediato per i due 18enni che furono arrestati insieme a tre minorenni, il 18 novembre scorso dagli investigatori del commissariato di polizia "Garibaldi-Venezia", per rapina aggravata e tentato omicidio aggravato per il brutale pestaggio e l'accoltellamento ai danni di uno studente universitario di 22 anni (nella foto un frame dei filmati delle telecamere di quella notte). Ora la vittima rischia di rimanere paraplegico. L'istanza di giudizio immediato (si salta la fase dell'udienza preliminare) firmata dal pm Andrea Zanoncelli, titolare dell'inchiesta, è stata inoltrata alla gip Chiara Valori. Se la giudice accoglierà la richiesta - passaggio scontato in questa fase - i due imputati, poi, avranno 15 giorni di tempo per scegliere se essere giudicati con rito abbreviato. Uno dei due giovani è accusato di aver fatto "il palo" per coprire l'azione degli altri ragazzi. Aveva sostenuto nei verbali che lui era lontano da quella che pensava fosse "solo una zuffa" e che non sapeva che l'amico, ossia l'altro maggiorenne in carcere, quella notte fosse uscito col coltello e che lo avesse usato. Per l'accoltellatore, invece, la responsabilità sarebbe stata dei tre minorenni (finiti al Minorile) che avevano dato il via al pestaggio. E lui, secondo la sua versione, avrebbe colpito il 22enne con quei due fendenti per liberare uno dei minori "dalla presa" dello studente. E pensava, così ha messo a verbale, di aver colpito "solo la giacca" del giovane, non il corpo. Tutte queste versioni sono state ritenute "inverosimili" dalla gip, che aveva firmato l'ordinanza di custodia cautelare, respingendo anche due istanze di domiciliari delle difese. Secondo la giudice, infatti, i due hanno solo minimizzato le loro colpe, rimpallandosi le responsabilità.

Tra le varie aggravanti del tentato omicidio anche quella dell'aver approfittato di "condizioni che impedivano" la difesa allo studente, tra cui "l'orario notturno" e l'assenza in quel luogo "di potenziali soccorritori". I genitori del ragazzo avevano parlato della "insensatezza del male arrecato a un coetaneo, che avrà da convivere ogni giorno con le conseguenze della loro azione vigliacca".

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