Pedro Armocida
da Venezia
Musikanten di Franco Battiato è il primo film italiano che si è affacciato timidamente al Lido, immolandosi l'altra sera, come capita ormai da qualche anno, agli sghignazzi e ai fischi della proiezione riservata ai critici. Ieri invece, come daltrettanto solito copione (vedi Michele Placido lanno scorso e ancor prima Giuseppe Piccioni), alla proiezione ufficiale con il pubblico ci sono stati cinque minuti di applausi, quasi unovazione che ha decisamente surclassato qualche timido e sparuto «buu». Gesto riparatorio che ha riportato un grande sorriso sui volti tesi dello stesso Franco Battiato e della coppia di attori Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco, in attesa del loro secondo figlioletto.
Già da ieri mattina il cantante e regista siciliano, sempre con il garbo e lascetica tranquillità che lo contraddistinguono, si era difeso usando il metodo dellattacco: «Se permettete lardire, così come si può criticare un autore io critico il pubblico». E ha continuato: «Se Wittgenstein è un nome che suscita ilarità allora è il caso di tornare sui banchi di scuola. A volte una risata è isterica perché non si capisce qualcosa. Comunque ho già pronta una final solution, dalla torre butto giù quelli che non hanno apprezzato il mio film e salvo i tanti a cui è piaciuto».
Prodotto da LOttava e Rai Cinema, il secondo film di Battiato dopo Perduto amor, scritto sempre insieme al filosofo siciliano Manlio Sgalambro, verrà distribuito dalla Fandango e ancora una volta sarà il pubblico che alla fine dovrà pronunciarsi. E un po come il vecchio Beethoven di Musikanten, a cui Battiato fa dire: «Non mi lascio fuorviare dai giudizi del momento», quasi a voler già mettere le mani avanti, ecco che il regista catanese aggiunge di essere da sempre «per un pubblico di élite anche se poi ho avuto un successo popolare».
Personaggio complesso quello del cantautore catanese, serio da mettere in soggezione e poi allimprovviso nervosamente ilare, che fino a qualche anno fa cantava in Bandiera bianca, «A Beethoven e Sinatra preferisco linsalata», per poi dedicare questo film al grande compositore tedesco (interpretato dal mitico regista-scrittore Alejandro Jodorowsky), di cui racconta gli ultimi anni di vita. «Luciano Berio - scherza Battiato - diceva che i cantautori per una rima sarebbero stati capaci di vendere la madre, ecco credo che avesse ragione».