Sarebbe partito da un pacco su un camion, ora sotto sequestro, diretto a Torino, l'incendio divampato mercoledì sera verso le 19 nel quartiere Bovisa. Il rogo visibile da lontano per l'enorme nuvola di fumo che si è levata in cielo, ha coinvolto un deposito di smistamento del corriere Bartolini di via don Giovanni Minzoni alla Bovisa, di fronte a uno studentato e a poche centinaia di metri dal campus del Politecnico. Ad andare a fuoco il grande magazzino e numerosi container con i pacchi per le spedizioni su un'area di circa 8mila metri quadri.
Secondo i primi acceramenti ad accorgersene un magazziniere dello stabilimento impegnato nel reparto spedizioni: mentre stava caricando il camion ad un certo punto ha visto fuoriuscire del fumo da uno dei 500 pacchi già stipati e diretti a Torino. Dopo di che le fiamme si sono propagate molto rapidamente. Non c'è stato nemmeno il tempo di verificare il contenuto o isolare la scatola: nel giro di pochissimi istanti, dal fumo si è passati alle fiamme vive. Il fuoco ha avvolto rapidamente l'intero autoarticolato e i colli a bordo, per poi propagarsi inevitabilmente al resto del deposito logistico. Ora spetterà alle indagini della magistratura stabilire se effettivamente l'innesco sia stato il pacco, cosa contenesse e perché abbia preso fuoco. L'ipotesi di reato è stata formulata in via precauzionale proprio per accertare, ed eventualmente escludere, che si sia trattato di un attentato o di un sabotaggio.
"Ero in magazzino quando ho sentito cadere un grosso pacco da uno scivolo trasportatore, mi sono voltato e ho visto una vampata di fiamme". È quanto racconta Sonny Salac, capo magazziniere. Un particolare che confermerebbe la natura accidentale dell'incendio. "Subito ho preso un estintore - ha detto - e ho cercato di spegnere il fuoco ma le fiamme erano troppo alte. Allora ho chiamato tutti e ho detto loro di uscire velocemente. Era mio compito assicurarmi che nessuno si facesse male". Le indagini sono coordinate dalla Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, che dovrà convalidare il sequestro del mezzo. Ad indagare, oltre ai vigili del fuoco, anche la Digos. Si tratta di verificare, oltre ai profili di sicurezza all'interno del deposito, l'eventuale presenza o meno di sostanza accelerante, come liquido infiammabile, e quindi la natura del rogo, ovvero se sia doloso o colposo.
L'azione delle squadre dei vigiii del fuoco che hanno lavorato tutta la notte per spegnere completamente l'incendio, con il supporto del personale antincendio dell'azienda, ha permesso anche di mettere al sicuro trenta rimorchi che si trovavano all'interno dell'area logistica. Due container contenenti biciclette elettriche hanno continuato a bruciare ben oltre lo spegnimento del resto del capannone, costringendo cinque squadre a lavorare senza sosta per raffreddarli e scongiurare esplosioni.
Ieri la filiale Bartolini è rimasta chiusa, ma da oggi le attività saranno progressivamente assorbite dalle filiali limitrofe, con l'obiettivo di ripristinare il servizio nel più breve tempo possibile.
Per quanto riguarda la dispersione di fumi tossici nell'aria non sono sstati registrati "valori critici per gli inquinanti monitorabili sul posto" le prime rilevazioni di Arpa, che ieri mattina è intervenuta in via don Minzoni. "Presenti gli inquinanti tipici della combustione, le cui concentrazioni non risultano preoccupanti, anche grazie alla dispersione dei fumi in atmosfera".
Tra le 9 e le 10 di ieri, Arpa ha effettuato una seconda verifica: le indicazioni per la popolaizone sono che non possono essere utilizzati spazi verdi pubblici, va evitata l'attività fisica all'aperto, non va consumata verdura coltivata sul balcone o negli orti.
Per le scuole e i nidi occorre evitare l'utilizzo di spazi all'aperto in un raggio di 500 metri da via don Minzoni 10.Nel pomeriggio è stato ritirato il primo filtro campionatore che è stata portato nel laboratorio di Arpa per le analisi, i cui risultati potrebbero arrivare lunedì.