Fontana di Trevi, la Raggi ci ripensa: le monetine torneranno alla Caritas

La decisione contenuta in una delibera di giunta. Un anno fa era stata la sindaca a proporre di togliere alla Caritas le monetine della Fontana di Trevi per destinarle agli uffici capitolini, provocando tensioni con il Vaticano

Dopo mesi di scontro a viso più o meno aperto alla fine la sindaca ha fatto marcia indietro: il “tesoretto” della Fontana di Trevi resterà alla Caritas.

A mettere la parola fine alla querelle tra Campidoglio e Vaticano è stata una delibera di giunta approvata nei giorni scorsi. Tutto era iniziato un anno fa, quando Virginia Raggi aveva annunciato che le monetine gettate dai turisti nella Fontana di Trevi con la speranza di poter tornare nella Città Eterna, sarebbero finite dritte nelle casse di Acea, per finanziare le “iniziative sociali” del Comune e manutenere il “patrimonio culturale” di Roma, anziché, come tradizione, essere assegnate alla Caritas per le iniziative di beneficienza.

La presa di posizione della giunta grillina aveva fatto discutere e non era stata presa bene nei Sacri Palazzi. Considerato che alla fine dell’anno gli spicci gettati di schiena nella fontana barocca da milioni di turisti valgono oltre un milione e mezzo di euro. Soldi che finora hanno costituito il 15% del bilancio della Caritas, che nella Capitale è attiva nel supporto a migliaia di poveri e senzatetto. Dirottare questi fondi su altro avrebbe significatoridurre drasticamente gli interventi di assistenza sull’esercito di invisibili che popola le vie della Città Eterna.

La svolta era prevista per lo scorso aprile. Poi il ripensamento, all’inizio del 2019, certificato all'inizio del mese da un protocollo d’intesa che non solo conferma che il gruzzolo di monetine sarà destinato al Vicariato – l’organismo vaticano da cui dipende la Caritas – ma, a sorpresa, che l’accordo sarà valido per due anni. Come ricorda Il Messaggero, infatti, finora le scadenze di questo tipo di concessioni erano state molto più brevi.

La pace, dunque, tra le due sponde del Tevere è stata sancita. Il Campidoglio ha confermato che le monetine serviranno per dare assistenza a poveri, disoccupati e senza fissa dimora, e che di loro continuerà ad occuparsi, come di consueto l’organismo della Cei. L’ipotesi di far amministrare il denaro agli uffici capitolini tramite un gruppo di lavoro ad hoc, quindi, è stata definitivamente archiviata dalla sindaca. E con lei le tensioni con il Vaticano, che ringrazia.

La somma raccolta ogni anno verrà pubblicata sul sito web del Comune di Roma. Nel concreto saranno i dipendenti di Acea a raccogliere e conservare il gruzzolo che poi verrà consegnato agli uffici del Papa che a loro volta si occuperanno delle operazioni di pulizia oltre che di contare le monete una ad una, per poi destinarle alle attività di beneficenza sul territorio della Capitale.