A Roma inizia l'era post-Salvini: la Regione dice stop agli sgomberi delle occupazioni

Dopo le dimissioni di Conte la Regione Lazio chiede lo stop del piano del Viminale contro le occupazioni abusive nella Capitale. A rischio lo sgombero del palazzo occupato di via del Caravaggio, previsto per la fine dell'estate

A Roma inizia l'era post-Salvini: la Regione dice stop agli sgomberi delle occupazioni

Con la caduta del governo gialloverde le ruspe del Viminale spengono i motori e la stagione degli sgomberi nella Capitale si prepara a subire una prima battuta d’arresto. Già nella prossima riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza, prevista per il 27 agosto, a prevalere potrebbe essere la linea della difesa degli occupanti abusivi.

A confermarlo, in un’intervista al Corriere della Sera, è l’assessore alle Politiche abitative della Regione Lazio, Massimiliano Valeriani, che ribadisce le posizioni sostenute dal Pd in questi mesi. “Stop agli sgomberi” è stato il refrain ripetuto dai rappresentanti dei Dem in Aula Giulio Cesare. È stato Giulio Pelonzi, capogruppo dei consiglieri Pd, qualche giorno fa, a fare appello a Virginia Raggi per una sospensione del piano del Viminale approfittando delle tensioni a Palazzo Chigi. Ora che la rottura si è consumata l’asse tra M5S e Pd che si profila in Parlamento potrebbe influenzare anche le prossime mosse del Campidoglio. Del resto, come ricorda Valeriani al Corriere, Matteo Salvini si appresta a lasciare la poltrona di ministro dell’Interno, quindi, anche a fronte della “scarsa disponibilità di risorse”, il consiglio alla sindaca è quello di concedere una tregua ai 12mila occupanti abusivi che vivono nella Capitale.

"Al tavolo del 27 agosto la Regione Lazio si presenterà con una posizione chiara: stop alla stagione degli sgomberi senza alternative e senza un piano abitativo straordinario", annunciano anche i consiglieri di maggioranza Marta Bonafoni, Paolo Ciani e Alessandro Capriccioli, citati dall'Adnkronos. "Ora spetta a Roma Capitale prendere una posizione ferma davanti alla Prefetta, tenendo conto che senza un programma serio la città non potrà farcela", proseguono gi esponenti di sinistra che, "dopo la caduta del governo", chiedono "un momento di riflessione e la messa in campo di una strategia complessiva".

Il primo dei blitz ad essere rimandato, quindi, potrebbe essere quello del palazzone di via del Caravaggio, in zona Tor Marancia, che ospita 400 persone, previsto per la fine dell’estate. Già prima che il leader leghista decidesse di staccare la spina all’esecutivo Conte, in effetti, da Palazzo Senatorio avevano espresso perplessità sui tempi dell’operazione. Troppo stretti, secondo il Campidoglio, anche perché le strutture alloggiative temporanee del Comune sono piene e non ci sarebbero abbastanza posti disponibili per accogliere gli sfollati, che si sono barricati all’interno con il sostegno dei militanti del Coordinamento cittadino lotta per la casa. Valeriani, che lo scorso 10 giugno ha fatto visita personalmente a famiglie e attivisti nel palazzo occupato, rivendica il lavoro fatto dalla Regione Lazio per promuovere gli “sgomberi volontari”, come quello dell’immobile di via Carlo Felice. L'approccio “securitario” è perdente, spiega l'assessore.

“Auspichiamo – ha detto, quindi - che si apra un confronto vero con il governo per pensare a misure ad hoc per Roma" per "gestire questa enorme emergenza cittadina”. Il metodo Salvini, insomma, sembra già soltanto un ricordo.

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