In treno da Roma con sei chili di bulbi di papavero: arrestato

Era diretto a Salerno. Termina così il viaggio di un corriere indiano che trasportava bulbi di papavero, il cui commercio in Europa è illegale

Trasportava una sostanza illegale ed è stato arrestato dalle forze dell’ordine. Finisce così il viaggio di un corriere diretto da Roma a Salerno con un carico di sei chili di bulbi di papavero. Il viaggio dell’uomo, un cittadino indiano, è stato interrotto dalla polizia ferroviaria dopo un controllo alla stazione di Napoli. Proveniente dalla capitale, e fermo in attesa del treno per Salerno, il corriere aveva all’interno del suo voluminoso borsone circa 6 chili di capsule (bulbi) di papavero, contenute in 50 buste termosigillate.

Analizzati presso il gabinetto provinciale della polizia scientifica di Napoli, i bulbi di papavero sono risultati positivi al test di comparazione con la morfina e sequestrati perché l’utilizzo, la coltivazione e il commercio del papavero sono illegali in Europa. Le sue capsule (bulbi) infatti, raccolte mature ed essiccate, vengono trattate con solventi per estrarne il principio attivo che, nell’uomo, anche in concentrazioni molto basse, agisce direttamente sul sistema nervoso centrale, alterandolo e provocando effetti dannosi. Per l’uomo si sono aperte le porte del carcere.

Solo poche settimane fa è stata portata a termine nel territorio di Roma un’operazione di polizia antidroga. Era pronta a raggiungere Firenze. In via Giolitti, a pochi passi dell’ingresso della stazione Termini, gli agenti del commissariato Celio, durante un servizio volto al contrasto del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, hanno arrestato una donna nigeriana di 23 anni. I poliziotti in borghese hanno notato la donna aggirarsi nei pressi della stazione con un atteggiamento nervoso e sospetto e hanno quindi deciso di effettuare un controllo. Celava all’interno della sua borsa un involucro contenente un chilo di marijuana. La donna, corriere della droga, è stata quindi arrestata.

Pochi giorni prima messa veniva messa in atto dalle forze dell’ordine una maxi operazione antidroga, questa volta in periferia lontano dai riflettori della stazione Termini. Un traffico da 200mila euro mensili. Era il ricavato di un’organizzazione dedita allo spaccio di droga a Tor Bella Monaca, periferia di Roma. I carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 20 persone, 15 in carcere e 5 ai domiciliari.

Dalle indagini dei militari dell’Arma è emersa un articolato sodalizio criminale dedito al traffico di cocaina tra le palazzine popolari della Capitale (come detto lontano da Termini), organizzato con turni, mansioni e vedette. L’attività di spaccio era organizzata seguendo un vero e proprio modello aziendale con ripartizione di turni, mansioni e compiti. Le vedette avevano il compito sia di indirizzare i clienti verso i pusher che stavano nascosti tra gli androni dei palazzi per non farsi notare, sia quello di avvisarli in caso di eventuale arrivo delle forze dell’ordine.

Inoltre, alcuni membri erano incaricati del rifornimento degli involucri di coca, una volta terminato il precedente rifornimento, nonché di raccogliere il provento dell’illecita attività di spaccio. Il tutto, secondo quanto emerso dalle indagini, fruttava circa 200mila euro al mese.