Hanno fondato insieme "Raw", rivista d'avanguardia del fumetto contemporaneo e entrambi saranno premiati stasera al Piccolo Teatro Grassi con la Rosa D'Oro della Milanesiana, la rassegna ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi. Lui è Art Spiegelman, che con il suo "Maus" ha fatto assurgere le strisce a vera e propria opera letteraria. Lei è Françoise Mouly, art editor del "New Yorker". Domani tocca a un'altra serata importante, l'incontro con lo scrittore francese Olivier Guez, autore di romanzi ma non solo, come ricorda Elisabetta Sgarbi, spiegando perché ha invitato proprio lui a discettare su "Le vie del romanzo", ciò che accadrà domani a mezzogiorno alla Biblioteca Affori di Villa Litta. Un tuffo nella letteratura, in tutte le sue forme.
La scelta dell'ospite è stata tutto fuorché casuale: "Guez è un esempio delle potenzialità di un romanzo, quando è un romanzo importante. "La scomparsa di Joseph Mengele", pubblicato in Italia da Neri Pozza, non solo è stato un romanzo amato, tradotto e premiato, ma è diventato un film di un regista importante, Kirill Serebrennikov, presentato a Cannes, e una graphic novel. L'autore, peraltro, ha seguito questi tre percorsi e sarà interessante ascoltarlo. Lo stesso sta avvenendo con "Mesopotamia", il suo romanzo successivo, pubblicato con La nave di Teseo. L'appuntamento sarà coordinato da Marina Fabbri, direttrice del "Noir in Festival", che da sempre è attenta a questi intrecci". Sgarbi racconta anche la scelta di ambientare l'incontro in una biblioteca civica: "Le biblioteche sono un presidio culturale e sociale che è giusto alimentare e evidenziare sempre. Come gli ospedali e come il carcere di San Vittore, luoghi in cui è stata la Milanesiana quest'anno".
La sera di mercoledì primo luglio, poi, Guez incontrerà il regista Régis Wargnier: "Non si conoscono - aggiunge Sgarbi - ma non è importante questo alla Milanesiana. C'è in entrambi un desiderio di scoprire e capire il mondo, in particolare l'Oriente e il Medioriente, attraverso la letteratura e il cinema. Quella sera ci sarà con loro Aliona Schumakova, critica e storica del cinema che mi ha suggerito questo invito a Wargnier".
È grande la fiducia che Sgarbi tributa al romanzo, e non solo perché ha fondato La nave di Teso, ma anche perché resta convinta che come genere letterario abbia un grande spazio di comprensione del reale in questo mondo che sembra preda dell'IA: "La tecnica domina il mondo - osserva - e ha la caratteristica di potere accrescere indefinitamente questo dominio. L'uomo e il mondo trasformati dalla tecnica possono e devono essere raccontati dalla letteratura, dall'arte, dal pensiero.
Trovo particolarmente significativo che il Pulitzer 2025 sia stato assegnato a uno scrittore di Science-Horror-Fiction, Daniel Kraus, che avevamo pubblicato alla Nave di Teseo come coautore del romanzo postumo di George Romero. E di cui a novembre pubblicheremo il nuovo romanzo, che in fondo è molto oltre l'intelligenza artificiale".