Sacco e Niguarda in campo contro azioni chimiche In arrivo gli antidoti ai virus

Al Sacco è pronto il bunker antiradioattivo. Un laboratorio blindato, senza nessun contatto con l’esterno. Chi lavora in questa struttura potrà entrare solo all’interno di appositi scafandri respirando in boccaglio all’ossigeno. «Il personale dovrà essere preparato a dovere - confermava nei giorni scorsi al Giornale Maria Rita Gismondo, direttrice del laboratorio di microbiologia dell’ospedale -. Sono in fase di addestramento un biologo, un medico e quattro tecnici, il gruppo di prima fila che opererà nel bunker. Devono apprendere come entrare, vestirsi, decontaminare e spogliarsi». La cabina è già al suo posto da almeno un paio di mesi, ma diventerà operativa solo dopo la formazione del personale e i collaudi, dettagliatissimi su tutti i particolari della struttura. Potrà essere utilizzata effettivamente solo dalla fine di settembre, al massimo dalle prime settimane di ottobre.

Intanto il laboratorio di microbiologia del Sacco si sta attrezzando con i reagenti per tutti i tipi di malattie, sempre come garanzia in caso di attacco terroristico di tipo chimico o batteriologico. Tra gli altri sono in arrivo anche gli antidoti per vaiolo, febbri emorragiche, influenza aviaria ed Ebola. E lo stesso succede a Niguarda.
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