In queste ore è giunta la notizia del ricovero in ospedale di Emma Bonino, finita in Terapia intensiva a causa di problemi respiratori. La leader di +Europa ha combattuto per anni contro una grave malattia, dalla quale è stata dichiarata guarita nel 2023.
La patologia affrontata dall’ex esponente di punta del Partito Radicale si chiama microcitoma polmonare, ed un tumore noto per la sua aggressività. Ma cosa sappiamo di questa malattia?
Conosciuto anche con la sigla SCLC, il tumore polmonare a piccole cellule (o microcitoma) è una neoplasia toracica nota per la sua spiccata aggressività e velocità di crescita. È abbastanza raro, dato che rappresenta il 15% dei casi totali di cancro al polmone, tuttavia si tratta di una forma molto temuta, perché tende a sviluppare metastasi a distanza in tempi molto brevi.
Fra le cause della patologia troviamo al primo posto il consumo di tabacco. È infatti stato accertato che nove pazienti su dieci che hanno sviluppato questa malattia, hanno alle spalle una storia di forte tabagismo. Oltre al fumo, troviamo anche l’esposizione sul posto di lavoro a sostanze cancerogene, il fattore genetico e l’inquinamento ambientale. Dal momento che il tabagismo rimane la prima causa scatenante, i medici continuano a consigliare di interrompere questa pratica.
Purtroppo, come molti altri tipi di cancro al polmone, questa patologia colpisce in maniera silente, tanto che è difficile fare diagnosi precoce. Alle fasi iniziali, la malattia comincia a svilupparsi nei grandi bronchi, senza dare alcun segno. I sintomi compaiono successivamente, con tosse, affaticamento e difficoltà respiratorie, ma non sempre il medico riesce a ricondurli al tumore. Quando viene fatta la diagnosi di microcitoma, il male si trova ormai in fase avanzata.
Secondo dati recenti, nel nostro Paese circa 6mila persone si ammalano di microcitoma polmonare ogni anno. La diagnosi viene fatta con una TC del torace e addome con contrasto, che consente di individuare sia la lesione polmonare che eventuali metastasi linfonodali. A seguire, si procede con la terapia. In caso di malattia localizzata, si interviene con la chemioterapia o con la radioterapia. Quando, invece, ci sono delle metastasi, allora si associa l’immunoterapia alla chemioterapia.
La prof.ssa Giulia Veronesi, chirurgo toracico e direttrice del programma strategico di Chirurgia Robotica Toracica presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele, ha spiegato che “in pazienti con microcitoma localizzato, l’aspettativa di vita è circa di 15-20 mesi, tuttavia è possibile anche la guarigione. La percentuale di pazienti con microcitoma polmonare che sopravvive almeno 2 anni è infatti del 20-40%”.
