Gli integratori alimentari sempre più grande realtà

In due decenni l'associazione è riuscita a trasformare un comparto senza identità in un mercato di prodotti

Riccardo Cervelli

Il 2019 segna il primo ventennale di Federsalus, Associazione Nazionale Produttori e Distributori di Prodotti Salutistici. Si tratta dell'organizzazione più rappresentativa in Italia del settore degli integratori alimentari. Un comparto che oggi - in Italia e non solo - ha raggiunto dimensioni ragguardevoli soprattutto grazie al lavoro portato avanti dalle aziende per sviluppare e accreditare questi prodotti quale categoria di presidi per la salute e il benessere delle persone. Il raggiungimento di questo risultato, ovviamente, non sarebbe stato possibile senza l'interesse attivo anche delle società scientifiche del mondo della medicina, che hanno riconosciuto il valore e il ruolo di un elevato numero di integratori alimentari, prodotti da aziende affidabili, nel percorso di mantenimento della salute. Federsalus nasce nel 1999 per iniziativa di 12 lungimiranti imprenditori. Oggi conta oltre 220 imprese associate di diverse dimensioni (dalle PMI a grandi nomi del settore salute) e specializzazioni. A livello europeo l'Associazione fa riferimento a EHPM (European Health Products Manufacturers).

Nel corso della sua storia, spiegano dall'associazione, si possono distinguere due periodi, il secondo dei quali si può suddividere ulteriormente in due. Nel primo periodo FederSalus ha rappresentato una bussola di orientamento per le aziende in un settore non ancora ben definito, se non per il fatto che gli integratori alimentari - che oggi in Italia vantano un numero di consumatori pari a 32 milioni, di cui 18 milioni abituali - rappresentasse una sorta di interregno fra il mondo dei farmaci e quello dell'alimentazione: a livello normativo, gli integratori alimentari rispondono, pur avendo obiettivi e caratteristiche peculiari, alle regole prescritte ai produttori di alimenti. Se il primo decennio di attività di FederSalus ha permesso l'attribuzione di una visibilità di un giovane comparto a tutela del benessere e della salute, l'inizio della seconda decade ha consentito il consolidamento di questo settore.

Negli ultimi anni, invece, l'associazione ha assunto un peso crescente come interlocutore di istituzioni italiane ed estere: dal Ministero della salute italiano e di altri paesi, a enti comunitari (come membro particolarmente attivo della EHPM), a istituzioni economiche fra cui il Ministero dello Sviluppo Economico e l'ICE - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane.

Oggi il mercato degli integratori alimentari italiano è il primo per dimensioni in Europa (seguito da quelli di Germania, Francia e Regno Unito) e ha avuto, anche negli anni peggiori della crisi economica (2008-2017), un andamento economico in controtendenza rispetto al mercato in generale. Secondo un recente rapporto del Censis nel periodo 2014-2017, il settore degli integratori alimentari in Italia ha registrato una crescita dei consumi pari al +126% (contro il -0,8% del mercato complessivo), fino a raggiungere i 3,3 miliardi di euro, un aumento del rapporto fra fatturato e Pil pari al +21,9% (+3,8% il totale industriale) e una crescita degli occupati pari al +48,9% (+5,3%).

Il successo dei numeri non è da vedersi come effetto di un atteggiamento consumistico. Il 57% degli italiani ha iniziato a consumare integratori alimentari dopo un consiglio e nell'82,4% dei casi a darlo è stato un medico (di medicina generale o specialista) o un farmacista. Solo il 17,6% dichiara una fonte diversa, come familiari, conoscenti, internet, tv o giornali. La quasi totalità degli acquisti (95%) avviene in farmacia (86%) o parafarmacia (9%), il restante 5% nella grande distribuzione organizzata (GDO). In futuro è prevedibile una crescita quantitativa e qualitativa di questo mercato. Da una parte, in quanto non farmaci ma prodotti destinati mantenimento dello stato di benessere e alla riduzione del rischio di malattie, rivestiranno un ruolo sempre maggiore nel contesto di una società in cui si la vita media si allunga.

Senza togliere all'utilità degli integratori alimentari anche fra chi è più giovane, in ottica di salute e benessere identificati dai medici e dai farmacisti.