Con la fine dell’estate e la ripresa del lavoro e delle scuole, si torna a parlare di vaccini. Quest’anno, tra l’altro, l’argomento si sta facendo ancora più dibattuto, dopo il tragico caso della bambina di 4 anni per sospetta difterite a Palermo. In vista del ritorno nelle aule delle scuole e degli asili, dove la condivisione degli spazi amplifica la diffusione dei virus, è fondamentale fare chiarezza su quali siano le tutele sanitarie richieste nel nostro Paese.
Il ministero della Salute, infatti, prevede le seguenti vaccinazioni obbligatorie per i minori di età compresa tra zero e sedici anni e per i minori stranieri non accompagnati.
Si tratta di dieci vaccini obbligatori, che costituiscono un fondamentale requisito per accedere agli asili nido ma anche alle scuole dell’infanzia. Per quanto riguarda le scuole elementari, medie e superiori, invece, non c’è esclusione dalle lezioni, ma si può incorrere nel rischio di sanzioni pecuniarie.
I dieci vaccini obbligatori sono i seguenti:
- anti-poliomielitica
- anti-difterica
- anti-tetanica
- anti-epatite B
- anti-pertosse
- anti-Haemophilus influenzae tipo b
- anti-morbillo
- anti-rosolia
- anti-parotite
- anti-varicella
Da ricordare il fatto che per quanto concerne gli ultimi quattro vaccini – ossia quello contro il morbillo, la rosolia, la parotite e la varicella – l’obbligo è soggetto a una revisione con cadenza ogni tre anni, e si basa sui più recenti dati epidemiologici e il livello di copertura vaccinale.
Oltre ai dieci vaccini, le Regioni e le Province autonome hanno messo a disposizione altri quattro sieri che non sono soggetti a obbligo vaccinale, ma sono consigliati, in particolar modo in caso di possibili focolai. Sono i seguenti:
- anti-meningococcica B
- anti-meningococcica C
- anti-pneumococcica
- anti-rotavirus.
