Virus, l'ospedale di Bergamo testa farmaco su pazienti gravi

Avviata la sperimentazione su anticorpo monoclonale siltuximab: l'azienda farmaceutica Eusa Pharma, insieme alla struttura ospedaliera della città lombarda particolarmente colpita dal contagio, dovrebbe fornire i primi dati in pochi giorni

Potrebbe rivelarsi efficace nei malati affetti da coronavirus e, per questo motivo, Eusa Pharma, azienda biofarmaceutica globale specializzata in oncologia e malattie rare, ha annunciato con l'ospedale papa Giovanni XXIII di Bergamo, l'avvio di una nuova sperimentazione su un farmaco già approvato in Italia per altre indicazioni, utile nel trattamento del Covid-19. Secondo quanto riportato da Adnkronos, si tratterebbe di uno studio con l'anticorpo monoclonale Siltuximab in pazienti affetti dalla nuova malattia, che hanno sviluppato gravi complicanze respiratorie.

L'anticorpo monoclonale

L'anticorpo monoclonale, mirato all'interleuchina-6 (IL-6), è già autorizzato negli Stati Uniti e in Unione europea per il trattamento della malattia di Castleman multicentrica idiopatica (iMcd), un disordine linfoproliferativo raro. L'azienda dedicata a servizi specializzati per l'industria farmaceutuica Ergomed plc fornisce i servizi di ricerca clinica per il trial denominato "Sisco". Sponsorizzato dall'ospedale della città lombarda, come spiegato in una nota congiunta di Asst ed Eusa Pharma, si tratta di uno studio osservazionale caso-controllo che consiste nella raccolta e nell'analisi dei dati di una serie di pazienti trattati secondo un protocollo di uso compassionevole in emergenza continua.

Come funziona "Sisco"

Come riportato dal quotidiano, il trial avrà il compito di indagare due coorti in maniera retrospettica, cioè i pazienti ospedalizzati prima del trasferimento in un'unità di terapia intensiva (Uti), e pazienti già con necessità di terapia intensiva e le confronterà con i controlli abbinati. Gli "endpoint" primari sono la riduzione della necessità di ventilazione invasiva, la durata del ricovero in Uti o la mortalità a 30 giorni.

Perché è importante

Come ricordato dall'ospedale papa Giovanni XXIII ed Eura, emergenti evidenze suggeriscono che l'esacerbazione della produzione della citochina infiammatoria IL-6 si associa con la gravità della patologia polmonare Covid19, correlata associata alla sindrome da distress respiratorio acuto (Ards). Pertanto, quindi, un'azione mirata direttamente su questa citochina potrebbe migliorare gli esiti clinici in questi pazienti con malattia allo stadio critico.

La sperimentazione

La sperimentazione punterebbe a fornire "dati importanti per informare studi clinici futuri, dei quali si sta discutendo, per indagare ulteriormente l'efficacia di siltuximab in pazienti con Covid-19, che sviluppano gravi complicazioni respiratorie". In base alle prime ricostruzioni, i dati inziali sono attesi per la fine di marzo. Alessandro Rambaldi, direttore dell'unità di Ematologia e del dipartimento di oncoematologia, ha ringraziato la casa farmaceutica "per la fornitura di siltuximab per uso compassionevole in pazienti con gravi complicazioni da Covid-19 e per l'opportunità di produrre dati per comprendere il potenziale del blocco dell'IL-6 in questi pazienti".

L'importanza dello studio

Sempre secondo quanto riportato dal medico, "lo studio 'Sisco' ci consentirà di produrre dati credibili come evidenza per guidare future decisioni di trattamento e ricerca e siamo impazienti di pubblicare questi dati il più velocemente possibile". E aggiunge: "L'ospedale è in una situazione molto difficile di emergenza e la rapida raccolta e analisi dei dati, attraverso la modalità dello studio caso-controllo procurerà molte informazioni necessarie per contribuire ad affrontare questa situazione critica e guidare in maniera approppriata l'uso dei farmaci in una situazione off-label".

Il messaggio della casa farmaceutica

"Siamo felici di supportare questo studio per indagare il potenziale di siltuximab nell'aiutare pazienti con malattia grave causata da Covid-19. Dopo la pubblicazione dei dati iniziali provenienti dalla Cina, che suggeriscono un ruolo dell'IL-6 nello sviluppo dell'Ards causata da Covid-19, Eusa Pharma è stata lieta di assistere l'ospedale papa Giovanni XXIII con la fornitura di siltuximab per uso compassionevole e supportare la raccolta, l'analisi e la pubblicazione dei dati raccoli", ha dichiarato Lee Morley, amministratore delegato dell'azienda farmaceutica. Che, infine, aggiunge: "Siamo desiderosi di continuare a lavorare con l'ospedale e anche con le autorità regolatorie italiane e di tutto il mondo e con altri enti di ricerca, per capire in modo completo il potenziale di siltuximab in questo momento critico di pandemia globale".

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Commenti

VittorioMar

Sab, 21/03/2020 - 11:00

..se i pazienti ritenuti ormai incurabili e con consapevolezza dei familiari,sarebbe una speranza di vita per il paziente e per altri...ma serve un CONSULTO di MEDICI e FAMILIARI..