Sanità, punite Regioni in rosso: tasse in aumento

Il governo ordina la stretta fiscale a Lazio, Campania, Calabria e Molise. A pagare la cattiva gestione delle giunte saranno cittadini e imprese con aumenti che vanno dai 30 euro in media di Irpef ai 95 - 300 euro di Irap. Sei d'accordo ad aumentare le tasse? VOTA

Sanità, punite Regioni in rosso: tasse in aumento

Roma - Nessuno sconto e nessuna deroga per le Regioni con i conti della sanità in rosso. Quattro di queste dovranno abbattere il debito e per farlo, non potranno che aumentare le imposte. A pagare la cattiva gestione delle giunte saranno cittadini e imprese con aumenti che vanno dai 30 euro in media di Irpef ai 95 - 300 euro di Irap.
Il compito ingrato di attuare la stretta fiscale, tocca ai governatori di Lazio, Campania, Calabria e Molise, Renata Polverini, Stefano Caldoro, Giuseppe Scopelliti e Michele Iorio. Tutti, tranne quest’ultimo, approdati al governo delle rispettive regioni da poco, dopo giunte di centrosinistra.

I presidenti sono stati convocati al Consiglio dei ministri dove Giulio Tremonti e il responsabile della Sanità Ferruccio Fazio hanno comunicato ufficialmente che il governo attuerà nel modo più rigoroso il «Patto per la salute» contenuto nell’ultima finanziaria. In sostanza non vengono sbloccate, almeno per il momento, le risorse del Fas, il fondo per le aree sottoutilizzate. Il patto, prevede che siano impiegate per coprire i deficit sanitari, ma solo se ci sono piani di rientro convincenti. Condizione che non è ancora stata rispettata. La comunicazione di Palazzo Chigi è apparsa ai governatori come il primo passo per fare scattare l’automatismo previsto dallo patto, cioè gli aumenti dell’Irap di 0,15 punti e dell’Irpef di 0,30 punti percentuali.

Il disavanzo delle quattro Regioni è di circa 3,7 miliardi, due dei quali riguardano solo il 2009. La più indebitata è il Lazio, con un risultato negativo per 1,4 miliardi. La sfida più difficile è proprio quella di Renata Polverini e non solo per l’entità del debito ereditato dalla precedente giunta. Il governatore Pdl in campagna elettorale ha promesso che non taglierà posti letto e non chiuderà ospedali, puntando piuttosto su una razionalizzazione delle spese. «Il Lazio - ha assicurato - presenterà nel più breve tempo possibile quello che il governo ci ha chiesto. Chiaramente - ha aggiunto - ci troviamo in difficoltà perché il precedente governo regionale non ha voluto procedere al riordino», ha detto riferendosi a Piero Marrazzo, Elio Guzzanti ed Esterino Montino.

Situazione molto difficile anche in Campania (un miliardo di debito). Il neopresidente Stefano Caldoro, già alle prese con problemi di liquidità che in alcuni casi hanno addirittura reso impossibile il pagamento degli stipendi, ha ammesso di non avere «una seconda opzione» rispetto all’aumento delle imposte. Un miliardo anche per la Calabria. E anche in questo caso il governatore Scopelliti ha dato per scontato il giro di vite. Cifre molto più contenute per il Molise: 110 milioni di euro di debito.

Il dato è comunque che il governo non intende fare sconti. Il ministero dell’Economia, ha chiuso il capitolo Grecia e ha iniziato a lavorare alla manovra di giugno. In arrivo una stretta alla spesa corrente, interventi sul pubblico impiego, misure sui giochi e un altro giro di vite sull’evasione fiscale.

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