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"A Sanremo nel nome di Ornella. A teatro ho imparato il valore delle cose"

L'artista Malika Ayane al Festival dopo cinque anni: "Le polemiche? Tocca a noi difenderlo"

"A Sanremo nel nome di Ornella. A teatro ho imparato il valore delle cose"
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Malika Ayane, ha atteso cinque anni prima di ripresentarsi a Sanremo?

"Stavo aspettando il momento giusto. Se non sei pronta, Sanremo ti mastica e poi ti sputa".

Nel frattempo ha fatto teatro.

"Il teatro non è una alternativa. Mi ha insegnato il valore delle cose e mi ha permesso di prendermi il tempo per capire esattamente che cosa volessi".

Quindi cosa si aspetta da questo Sanremo?

"Mi aspetto di divertirmi tantissimo. La mia attitudine sarà: leggerezza".

Con leggerezza ieri Malika Ayane ha parlato della canzone che porta in gara, che si intitola Animali notturni e ha due livelli. Il primo è la voce, l'ambientazione, il testo che guardano indietro a un passato che non è passato, quello di una canzone d'autore che Ornella Vanoni in mezzo agli anni Settanta bagnò di Sudamerica e di sensualità grazie alla sua penna, a quella di Edwyn Roberts, di Stefano Marletta e della partitura firmata da Merk & Kremont e da Luca Faraone. L'altro è quello della produzione di Itaca e Faraone che piazza la canzone tra le più attuali di un Sanremo non proprio all'avanguardia. In ogni caso, Malika Ayane, classe 1984, scelta quasi 30 anni fa da Riccardo Muti come solista nel ruolo della Seconda apparizione per il Macbeth alla Prima della Scala, è decisamente entrata nella terza fase dopo la gavetta e il successo, quella della consapevolezza. In fondo, come ironizza lei, "il mio rapporto con il podio di Sanremo si è visto..." perché non è mai arrivata prima anche se ha vinto un paio di premi della critica.

Il brano si intitola Animali notturni. Per parodiare Francesca Fagnani, lei che animale notturno è?

"Forse la mia gatta Marmitta".

I riferimenti al mondo musicale di Ornella Vanoni sono abbastanza evidenti.

"Ornella, che grande spirito. Qui sento più la Vanoni di Ricetta di donna, la sua risposta alle accuse di essere fredda, algida".

Com'era la "sua" Vanoni?

"Mi faceva ridere tantissimo. La scorsa estate ero stata invitata a cantare alla Scala per celebrare il mio maestro. Lei mi ha chiamato per dirmi: Canti senza microfono vero?" (e la imita - ndr)

Però a Sanremo nella serata delle cover ha scelto un pezzo di Mina, Mi sei scoppiato dentro il cuore.

"E lo faccio con Claudio Santamaria, uno che canta bene ed è bello da dio".

Sanremo non è ancora iniziato e già ci sono le solite polemiche. L'ultima su Pucci che si è ritirato dopo le accuse social. È intervenuta anche la premier Meloni.

"Chi è dentro il Festival spesso non comprende ciò che accade al di fuori. Io finora ho fatto soltanto una prova con l'orchestra ed è stata entusiasmante. Non è così scontato".

Però spesso le polemiche schiacciano la parte musicale.

"Io penso che tocchi un po' anche a noi artisti difendere il Festival dalle polemiche".

Da Brancale alle Bambole di Pezza, c'è una bella quota femminile in gara.

"Sono contenta, ma aspetto con gioia il momento in cui non parleremo più di artisti donna, ma semplicemente di artisti".

Come avrebbe cantato l'Inno italiano se l'avesse fatto alla Cerimonia inaugurale delle Olimpiadi?

"Non esiste un modo giusto per cantarlo. ma se sbagli le parole o non le ricordi, tutto diventa un dramma...".

Se vincesse il Festival, parteciperebbe all'Eurovision?

"Sul fronte dell'attivismo, tutti sanno da che parte guardo.

Credo che, per esempio, impedire di suonare a un pianista russo di venti anni non sia una bella cosa. Ed è difficile dare una risposta al perché la Russia non partecipi a Eurovision e invece Israele sì. Però la presenza può essere un messaggio. In ogni caso, raga, di certo non vinco..."

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