«È come avere due peccati originali» dice in unesplosione di schiettezza larcivescovo Angelo Scola ai giornalisti riuniti allIstituto dei ciechi per la festa del loro patrono, san Francesco di Sales. Parla del suo essere vescovo che in gioventù ha militato nelle fila di Comunione e liberazione e dei suoi rapporti con il presidente della Regione, Roberto Formigoni.
Un brivido attraversa la platea, concentrata a seguire un dibattito su temi molto più filosofici. A dialogare sul palco con il cardinale il direttore del Sole 24Ore, Roberto Napoletano, protagonista di un acceso scambio di vedute con il governatore lombardo nellottobre scorso, dopo che il suo quotidiano aveva pubblicato uninchiesta sul Pirellone.
Scola parla di verità e «verosimiglianza», sottolinea come i giornalisti spesso inseguano il verosimile al posto del vero e fingano «una falsa oggettività» anche quando si occupano degli uomini di Chiesa. Il pensiero corre alle vicende che si rincorrono in questi giorni tra tv e quotidiani («sistema massmediatico invadente e petulante» lo aveva definito nei giorni scorsi).
Scola si autoespone con un esempio personalissimo («so che sono bravo a gettarmi la zappa sui piedi»). I giornalisti sono pieni di «pregiudizi» su di lui, dicono che è di Cl e che tutte le cose di Cl non possono non coinvolgerlo. E invece larcivescovo ripete che allinterno di Comunione e liberazione non conosce personalmente «nessuno che abbia meno di sessantanni», perché «da ventuno anni», cioè da quando è vescovo, non partecipa più a nessuna riunione dei vertici di Cl.
Arriva al presidente della Regione, tra i più famosi politici legati a Comunione e liberazione, il sessantaquattrenne Roberto Formigoni. Spiega che con Formigoni non centra: «Siccome Scola ha conosciuto Formigoni, vengono tutti e due da Lecco, sono amici, sarà mai possibile che Scola non centri con ciò che fa Formigoni? Non centra! Con Formigoni negli ultimi ventanni ci siamo visti sì e no una volta lanno a Natale! Ma per molti di voi dire questo non serve a niente...».
Formigoni stempera a distanza via agenzia di stampa: «Siccome siamo stati educati in Cl, sembra che tra Formigoni, Scola e tanti altri ci siano costantemente dei summit in cui si prendono decisioni insieme. Questo non è vero. Negli ultimi 20 anni, ben che vada, io e Scola ci siamo visti per il tradizionale scambio degli auguri di Natale». Così è accaduto anche questanno. E ancora: «Cl ci ha insegnato ad assumere ognuno le proprie responsabilità, chi nella chiesa, chi nella politica, chi nelleconomia, chi nel lavoro e così via».
Le foto scattate poco prima in Tribunale, allinaugurazione dellanno giudiziario, li ritraggono vicini, mentre ridono insieme al sindaco, Giuliano Pisapia. Consuete cortesie istituzionali e photo opportunities gradite ai politici di ogni schieramento.
Scola cita molto Filotea e altri scritti di san Francesco di Sales: «Quando parlo del prossimo, la mia bocca, nel servirsi della lingua, è da paragonarsi a un chirurgo in un intervento delicato; e il colpo che vibro deve essere esattissimo nel non esprimere niente di più e niente di meno della verità».
La battuta finale arriva dal commissario dellIstituto dei Ciechi, il padrone di casa Rodolfo Masto: «Se ci sono giornalisti non amici, scriveranno che Scola scarica Formigoni. E allora per noi povere risorse...».