Il silenzio sullo sfratto dei Volontari di guerra a Sturla

Caro Direttore, meraviglia il silenzio dei genovesi circa lo «sfratto» delle Associazioni dei Volontari di Guerra della sede di Sturla, e confido che i suoi lettori vogliano comprendere e ascoltare anche quanto oggi scrive il presidente e collega avv. Sulfaro.
Come giustamente egli dice, molti di noi - e Genova è ormai una società di... anziani! - ricordano sicuramente la bandiera che ivi era esposta e il luogo in cui i nostri padri talvolta ci portavano per incontrare i commilitoni. E credo che fra di essi vi fossero anche molti combattenti per la libertà. In tempi di no-global la Patria per alcuni non esiste più, forse perché male educati o forse perché uniti solo nel ricordo del Carlo Giuliani che sicuramente non rappresenta la Patria e che forse, per sua sventura, neppure sapeva che cosa essa fosse.
Compete quindi ai «superstiti» ricordarla, onorando chi per essa ha combattuto e sacrificato la vita, come anche il Signor Sindaco dovrebbe fare per rispetto alle nostre tradizioni, sicuramente non inferiori a nessuno.

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