Non so più dove siano le chiavi di casa. Potrei cercarle, certo, ma uso serrature intelligenti da diversi anni e ho perso l’abitudine di portarle con me. Non è facile all’inizio fidarsi della tecnologia per una cosa così importante ma, dopo i primi tempi, non sentire più quel peso in tasca e quel tintinnio di accompagnamento a ogni passo diventa quasi normale.
La porta, però, merita qualche attenzione in più rispetto agli altri oggetti della casa connessa: una serratura bloccata può essere un inghippo fastidioso, per usare un eufemismo, ma c’è un trucco per prepararsi a qualsiasi imprevisto: “parcheggiare” le chiavi fisiche da qualcuno di fiducia. Perché le serrature smart sono fatte per essere utilizzate con cilindri frizionati e, per tale motivo, sono sempre apribili con le chiavi fisiche anche quando ci dimentichiamo dei mille avvisi che ci ricordano di caricarne le batterie…
I numeri di SwitchBot Lock Ultra Max
Con questa premessa ho provato per un mese SwitchBot Lock Ultra Max. L’ultima versione usa un tastierino evoluto che riconosce i volti ma anche il palmo della mano, unico per ogni persona, e aiuta anche ad entrare in casa quando abbiamo le mani occupate e il volto coperto. D’altronde la biometria non è nuova: sblocchiamo l’iPhone con Face ID, appoggiamo un dito sul lettore dello smartphone e autorizziamo pagamenti con gli stessi gesti.
SwitchBot ha portato tutto questo sulla serratura smart, che si apre comunque anche con una tessera NFC, l’impronta digitale, un codice numerico o l’app per smartphone.
Prima dell’acquisto bisogna verificare che il cilindro permetta di aprire dall’esterno anche con una chiave inserita all’interno, oppure che abbia un pomello compatibile. Sulla mia porta, già utilizzata per altre prove, il montaggio ha richiesto pochi minuti.
Come funziona? La prova di lungo periodo
La prima cosa che si nota con un tastierino come quello associato alla serratura è poter lasciare il telefono in tasca e non dover cercare tra le ormai centinaia di app che abbiamo, spesso molte non più utili e lasciate sullo smartphone per pigrizia. Si risparmiano pochi secondi, è vero, ma è un’operazione che ripetuta diverse volte al giorno può essere fastidiosa.
Con il riconoscimento biometrico basta fermarsi davanti al tastierino, aspettare un istante per il riconoscimento del volto e la serratura smart può anche attivare lo scrocco aprendo fisicamente la porta. Così, se si hanno le mani occupate, basta spingerla per entrare.
Il palmo torna utile soprattutto in garage, dove si lavora e capita di avere i polpastrelli sporchi di grasso o di terra se si arriva dal giardino. Si mostra alla telecamera e lo sblocco è, anche in questo caso, rapidissimo.
La velocità è anche in apertura perché Lock Ultra Max ha aggiornato proprio il motorino elettrico che gira la chiave (o il pomello) rispetto alla versione precedente. Il risultato è un’apertura in un istante, anche per le porte a cui servono due o tre mandate.
Infine una considerazione su fiducia nella tecnologia e affidabilità: in questi anni di utilizzo di serrature smart della serie Lock Ultra e Lock Pro, il sistema non ha mai fallito, anche perché c’è una batteria tampone che permette di attivare uno sblocco di emergenza nel caso estremo in cui si decida di ignorare i moltissimi avvisi di ricarica batteria che arrivano tramite app.
Restano due compromessi: il corpo interno è piuttosto ingombrante e l’hub occupa una presa ed è necessario per far comunicare la serratura con Internet per aprirla e chiuderla da remoto.
Prezzi e conclusioni
Il pacchetto Lock Ultra Max Vision Pro costa 339,99 euro e comprende serratura, tastierino biometrico e hub. La sola serratura viene proposta a 189,99 euro, ma è il kit completo a consentire l’esperienza “a mani libere”.
