Ce lo immaginiamo un po’ così, a metà tra un maggiordomo e un Jarvis alla Iron Man: sempre pronto a dare una mano, ma che sappia anche quando stare al suo posto e farsi da parte. Questo lo scenario che emerge dalla ricerca Ipsos Doxa commissionata da LG Electronics e presentata a Milano in occasione dei 30 anni dell’azienda.
L’indagine, condotta su oltre 800 persone tra i 18 e i 64 anni, mostra come il rapporto tra gli italiani e l’AI sta diventando sempre più naturale. L’80% degli intervistati dichiara di averla già utilizzata, il 62% la guarda con curiosità e interesse e il 45% si sente rassicurato dal suo supporto.
Il dato più curioso riguarda però il modo in cui ci rivolgiamo a questa tecnologia: il 41% la ringrazia spontaneamente, il 36% si irrita quando non viene capito e il 34% arriva ad attribuire all’AI una personalità.
Forse è proprio per questa personificazione dell’AI che emerge un quadro in cui l’Ambrogio della casa deve essere un sistema che anticipa le necessità quotidiane senza però diventare invadente e senza prendere il comando.
Una casa che aiuta, senza comandare
Quando l’intelligenza artificiale arriva tra le mura domestiche, “uscendo” quindi dall’interfaccia dei chatbot “alla ChatGPT” e entrando nei prodotti che teniamo in casa, gli italiani diventano più cauti.
Due intervistati su tre sarebbero disposti ad affidare all’AI tra il 25 e il 50% della gestione della casa, mentre il 30% la identifica proprio con la figura del maggiordomo virtuale. La disponibilità a delegare c’è, ma deve avere dei confini ben delineati.
La lavatrice con AI è l’elettrodomestico più desiderato, tanto che un italiano su tre (tra gli intervistati) vorrebbe averne una. Interessante il dato relativo alla climatizzazione: il 60% lascerebbe al sistema la regolazione automatica di temperatura, umidità e flusso d’aria, probabilmente anche in ottica di risparmio energetico.
E qui si collega anche il tema dell’AI In cucina: le aspettative riguardano soprattutto la riduzione degli sprechi e un intervistato su cinque vede nei frigoriferi intelligenti un aiuto per gestire meglio gli alimenti, mentre per il forno le funzioni più richieste sono l’autopulizia (40%), il monitoraggio della cottura (34%) e gli avvisi per evitare di bruciare le pietanze (32%).
Dall’automazione all’intelligenza
Molte delle funzioni oggi associate all’intelligenza artificiale, dalla regolazione della temperatura alla scelta del programma di lavaggio, esistono da anni sotto forma di automazioni che, nel tempo, si sono evolute.
La differenza promessa dalla nuova generazione di dispositivi è la capacità di adattarsi alle abitudini delle persone, imparare dalle loro preferenze e intervenire senza richiedere ogni volta un comando o una conferma.
Ed è proprio qui che si gioca la partita della casa del futuro e si vedrà il contributo principale dell’AI: da un lato la casa intelligente deve essere in grado di imparare le nostre scelte così da agire da sola mantenendo però il risultato in linea con quello che ci aspettiamo. Dall’altro c’è tutto il tema della privacy e della trasparenza, oltre che dell’autonomia delle decisioni.
Insomma, il “Jarvis” di Iron Man ancora non esiste, perlomeno non nel senso di un’unica intelligenza che comanda tutta la casa, ma siamo in quella fase in cui la smart home si sta evolvendo per diventare “AI Home” ed è un tema che tanti produttori di elettrodomestici stanno affrontando.
LG stessa ha mostrato il suo robot domestico al CES (ne abbiamo parlato qui), ma ancora non è disponibile. Nell’attesa che si trasformi in un prodotto commerciabile, l’AI è già silenziosamente entrata negli elettrodomestici e, se prendiamo per buono il campione statistico dell’indagine, sembra che un po’ questa ingerenza dell’intelligenza artificiale ci piaccia…
