Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 11:27
Società

La possibilità di emanciparsi

Steinem è stata uno dei volti più noti del femminismo americano pur non essendosi mai adeguata allo stereotipo misandrico delle sorelle degli Anni 60-70

(FILES) Gloria Steinem, Co-founding Editor of Ms. Magazine delivers remarks 06 December 2004 during an awards breakfast for the winners of the Ms. Magazine 2004 Woman of the Year at the National Press Club in ashington, DC. US journalist and feminist icon Gloria Steinem has died, her foundation said in a statement on September 3, 2026. She was 92. "Yesterday, Gloria Steinem passed away peacefully at her home in New York City, surrounded by some of the many who loved her," Gloria's Foundation said in a statement posted on Instagram, without specifying the cause of death. (Photo by Paul J. RICHARDS / AFP)

Gloria Steinem era così bella che da giovane riuscì a infiltrarsi nel mondo delle conigliette di Playboy come bunny per un’inchiesta sulla cruda realtà delle donne che vi lavoravano nascoste dietro la fasulla patina dell’emancipazione sessuale. A 92 anni era ancora bella, di quella bellezza preziosa che ha affrescato il viso di risate, dolori, amori e battaglie perse e superate. Steinem è stata uno dei volti più noti del femminismo americano pur non essendosi mai adeguata allo stereotipo misandrico delle sorelle degli Anni 60-70: troppo fotogenica, curata, stilosa con quei capelli lunghi e gli occhiali fumé, tanto che venne soprannominata «l’intellettuale pin up». Proprio per questo verrà ricordata non solo per il contributo attivo alla trasformazione della condizione femminile, ma per il cambiamento di «come» si parla delle donne. Lei aveva il suo metodo: osservare da vicino, raccontare bene, ascoltare ancora meglio e poi lasciare che i fatti facessero il resto: a metà degli anni 70 si rese conto che argomenti cari alle donne come aborto, molestie, violenza domestica, disparità salariale fossero una sorta di faccenda privata fra femmine. Così nacque Ms, la rivista scritta da donne che, benché descritta dai giornalisti maschi come «unghie nervose che stridono su una lavagna», cambiò da allora il mondo del quinto potere. I suoi articoli scoppiettavano di battute taglienti e di frasi memorabili appannaggio elitario di chi si può permettere di trattare di cose serie riuscendo a non prendersi troppo sul serio. «Una donna ha bisogno di un uomo come un pesce di una bicicletta» si fonde con «Il femminismo non è una questione di donne che diventano forti. Le donne sono già e sono sempre state forti. La questione è cambiare il modo in cui il mondo percepisce quella forza», o «femminista è chiunque riconosca la piena umanità di donne e uomini». Pensieri potenti che manifestano al di là degli slogan da corteo qualcosa di ancora attualissimo: nessuno deve vivere secondo un copione già scritto da qualcun altro e la vera emancipazione passa solo attraverso una possibilità. Poter scegliere. Gloria l’ha fatto, ha strappato il copione e ci ha lasciato detto: ora potete farlo anche voi per riscriverlo come vi pare.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.