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Società

“Voi siete nati europei, mia moglie posso guardarla solo io”. Così gli stranieri giustificano il velo alle donne

Nelle enclavi musulmane delle città italiane la legge dello Stato è sospesa: “Noi ascoltiamo di più la religione”

Velo Rete 4

Il fenomeno delle “sacche” islamiche nelle città italiane è ormai realtà. Dai grandi ai piccoli centri urbani, infatti, esistono intere strade, e finanche quartieri, che sono interamente occupati dai migranti, che qui hanno costruito le proprie economie indipendenti, delle enclavi etniche dove la legge dello Stato è sospesa. Dritto e Rovescio, il programma di Paolo Del Debbio in onda il giovedì sera su Rete 4, è andato a Venezia a parlare con la comunità bengalese locale, che da tempo reclama una moschea che, però, il Comune non è intenzionato a concedere.

Uno dei motivi è la mancata integrazione della comunità bengalese nel tessuto sociale, cosa di cui loro oggi si lamentano ma che emerge palesemente dalle risposte fornite nel corso del servizio trasmesso nelle scorse ore. “Mia moglie la posso guardare solo io, gli altri no”, dice un giovane immigrato alla giornalista, che ribatte ricordando all’uomo che la donna “dovrebbe essere libera di fare quello che vuole”. Ma a questo punto l’italiano dell’uomo sembra avere un blackout: “Non ho capito questo”. Quando la giornalista chiede a un altro uomo se la donna è di sua proprietà, lui risponde “sì”, molto semplicemente, ma nel momento in cui la cronista gli fa notare che però lei non è un oggetto, lui replica che “voi siete nati in Europa, noi siamo nati musulmani, è diverso”.

Quindi, alla domanda se per loro vale di più la religione musulmana, la risposta è stata altrettanto semplice nella sua drammaticità: “Sì, noi ascoltiamo di più la religione”. Con questi presupposti è ovvio che non possa esserci integrazione, che non possa esistere un punto di contatto per creare una società equilibrata. Nel momento in cui una parte ammette esplicitamente che nella personale gerarchia le leggi religiose valgono più di quelle nazionali, esiste una evidente problematica di fondo. Perché nel momento in cui una legge religiosa va a contrasto con quella statale, la seconda soccombe. E questo è pericoloso per la tenuta democratica, soprattutto se dall’altra parte c’è una religione che invita a punire i miscredenti e che riconosce la donna come essere inferiore.

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