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Società

Sanità, cambiano le tariffe: cosa sapere

Scattano le nuove tariffe per le prestazioni fornite dal Servizio sanitario Nazionale

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A partire dal 21 settembre 2026, il Servizio Sanitario Nazionale aggiornerà i Livelli Essenziali di Assistenza e introdurrà un nuovo sistema tariffario per l’assistenza protesica e la specialistica ambulatoriale, adeguando i rimborsi che lo Stato riconosce alle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate per l’erogazione dei servizi

La manovra prevede un ritocco a questi compensi, con un aumento medio stimato intorno al 5,8% e picchi che, per determinati esami specialistici, sfioreranno il 6%. Non si tratta di una stangata sui ticket per i pazienti: l’incremento percentuale, infatti, riguarda in primis i rapporti economici interni tra il SSN e i centri sanitari.

L’effettivo impatto sulle tasche degli assistiti resterà legato all’autonomia delle singole Regioni, che decideranno come e se recepire i nuovi importi: secondo una stima di Altroconsumo, laddove si dovessero registrare degli incrementi sui ticket per le prestazioni e le visite più ordinarie, l’esborso extra per l’utente dovrebbe aggirarsi mediamente intorno a un solo euro.

La riforma introduce un catalogo di 448 prestazioni, ridisegnato con l’obiettivo di aggiornare rimborsi rimasti bloccati da anni e allinearli agli standard tecnologici e operativi della medicina contemporanea. Una prima visita specialistica, ad esempio, costa 26 euro, mentre un controllo cardiologico completo di elettrocardiogramma (ECG) sale a 38 euro. Le nuove voci di rimborso erogate dal SSN, per quanto concerne alcuni degli esami più richiesti prevedono una quota standard di 26,40 euro per visite dermatologiche, allergologiche e odontostomatologiche, e di 27,20 per quelle otorinolaringoiatriche.

Il nuovo piano tariffario punta a incentivare le cure a domicilio. Tra le novità più significative spicca infatti il forte sostegno alla dialisi peritoneale domiciliare, il cui rimborso per le strutture subisce un incremento fino al 15%. Questo aumento è necessario per coprire i reali costi logistici e clinici di un trattamento cruciale, che permette ai pazienti idonei di curarsi tra le mura di casa, riducendo sia i disagi degli spostamenti che la pressione sui reparti ospedalieri. Nessuna stangata generalizzata, invece, per la diagnostica di laboratorio: la riforma non prevede un incremento generalizzato su esami del sangue e analisi di routine.

Una svolta importante arriva dall’assistenza protesica, che si apre ufficialmente alla modernità con l’aggiornamento di ben 222 codici del nomenclatore di riferimento. Non si tratta di un semplice ritocco economico, ma di un ampliamento strutturale della gamma di ausili che il Servizio Sanitario Nazionale metterà a disposizione dei cittadini, recependo i progressi compiuti dalla ricerca e dall’industria negli ultimi anni.

Saranno dunque accessibili soluzioni informatiche, dispositivi digitali e tecnologie assistive di ultima generazione, oltre a protesi realizzate con materiali all’avanguardia: le persone con disabilità potranno quindi accedere a nuovi strumenti hi-tech che all’epoca della vecchia stesura dei LEA, non erano ancora sul mercato o non venivano riconosciuti dal sistema pubblico.

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