Leggi il settimanale

Quel sottosuolo di libertà

Per gentile concessione dell'editore, pubblichiamo un brano da Sguardi nel sottosuolo di Natalino Irti (La nave di Teseo, Collana Krisis, diretta da Massimo Cacciari e Natalino Irti, pagg. 368, euro 24)

Quel sottosuolo di libertà
00:00 00:00

Il diritto, che prova a inseguire, affannato e stanco, il sopra-mondo di produzione e consumo, di traffici finanziari e commercio di beni; e non riesce, e talvolta s'arresta e dispera; quel diritto si riscopre nell'oscurità del sotto-suolo, dove è chiamato in soccorso e difesa. Esso ci riconosce nella sua antica identità, e riguadagna in forza persuasiva e vincolante. Gli si offre dinanzi l'individuo, nudo di funzioni tecniche, ritornato a sé stesso, quasi spaurito dell'inattesa libertà di farsi e costruirsi. Una sorta di riconciliazione, di alleanza protettiva, di incalzante necessità giuridica. Codesto sottosuolo ha bisogno del diritto, quasi a difesa dalla violenza degli apparati tecnico-produttivi, e il diritto risponde, deve rispondere; e così (a usare una splendida immagine di Bergson) raffigura "una corrente di coscienza che s'impegna nella materia come per crearvi un passaggio sotterraneo, fa dei tentativi a destra e a sinistra, si spinge più o meno avanti, s'infrange il più spesso contro la roccia, e tuttavia, in una direzione almeno, riesce a forare e ad emergere alla luce". La risposta del diritto non ha, in questo suo discendere verso l'esistenza singolare, il carattere di artificialità reso necessario dalla sconfinatezza tecno-economica, ma un timbro di purità normativa, di piena confacenzaalla materia regolata. L'autenticità originaria del diritto privato. Il "passaggio al bosco", a cui Ernst Jünger ha dedicato il fascinoso Trattato del ribelle, è una tra le forme dell'auto-determinazione; è la libertà di dire no alla tirannia di qualsiasi apparato.

"Qui l'uomo incontra se stesso nella propria sostanza individuale e indistruttibile". Il bosco è dappertutto; non c'è uno spazio appositamente dedicato all'esercizio della libertà. Ciò che conta è la decisione individuale, il rifiuto di lasciarsi ridurre a funzione tecnica.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica