La sparata di Bocchino: "Berlusconi come il Raìs"

Dal vicepresidente di Futuro e Libertà arriva il commento più azzeccato della giornata, un parallelismo tra il Cav e Gheddafi che lascia quantomeno perplessi<br />

Mentre la stampa internazionale si dedica completamente al racconto della cattura - e della morte - di Muhammar Gheddafi, con quanto l'evento porta con sè in termini di significati politici e non, il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino non perde l'occasione di mostrarsi inadeguato e assolutamente fuori luogo.

Commentando a caldo la notizia che ha monopolizzato oggi l'informazione mondiale, il politico futurista ha pensato di tracciare un parallelismo tra la situazione della Libia, reduce - posto che tutto sia finito - da mesi di rivoluzione e guerra civile e casa nostra.

E quindi eccolo dare il via alla sequela di dati, dalla "Borsa che ha perso il tre per cento", allo "spread a quota 400", non dimenticando che il governo italiano "è escluso dal vertice di Francoforte per salvare l'Euro", visto che la maggioranza non riesce neppure "a presentare il decreto sullo sviluppo".

Una situazione che, per Bocchino, assomiglia a quello di un Titanic versione statale, un Paese che - dice senza mezzi termini - "affonda, mentre Berlusconi continua ad aizzare le sue truppe". Che la battuta sia stata pronunciata sull'onda degli eventi o tenuta in serbo in attesa della caduta del Raìs, in tempo zero Bocchino prepara la stoccata finale, portandola maldestramente a segno. Ecco quindi l'atteso (o banale, o improbabile) paragone: il Cav "aizza le truppe dicendo che arriverà al 2013, cambierà nome al partito e farà le riforme e che ovviamente è sopra di quattro punti percentuali rispetto agli avversari. Più passa il tempo e più somiglia nel modo di fare al suo amico Gheddafi, che appena qualche settimana fa diceva che tutto andava bene e che la Libia era tutta dalla sua parte".

A far presente al politico che il commento - soprattutto oggi - è fuori luogo ci pensano anche alcuni dei suoi stessi elettori, che dalla sua pagina facebook bollano le parole, a ragion veduta, come "macabre" e "inopportune".