Anna Mazzamauro rivela: "Paolo Villaggio? Era uno snob spaventoso"

L’attrice, ospite di Pierluigi Diaco a “Io e te”, ha rievocato i rapporti “freddi” con il comico, scomparso nel 2017 e suo storico partner sui set della saga di Fantozzi

Anna Mazzamauro rivela: "Paolo Villaggio? Era uno snob spaventoso"

Paolo Villaggio? Era uno snob spaventoso”: così Anna Mazzamauro ha definito il comico che ha segnato l’Italia con il suo ragionier Ugo Fantozzi, e non solo. L’attrice, ospite di Pierluigi Diaco nella puntata della trasmissione Io e te andata in onda su Rai1 venerdì 9 agosto 2019, ha rievocato i rapporti con l’artista genovese, scomparso il 3 luglio 2017 e capace con il suo lavoro di regalare al pubblico un punto di vista unico sulle nevrosi della nostra società.

Un giorno – ricorda la Mazzamauro – gli ho chiesto perché non eravamo amici e lui mi ha risposto: ‘Perché io sono amico solo degli attori ricchi e famosi’. Non abbiamo mai pranzato insieme”.

Anna Mazzamauro: “Villaggio snob, ma un gigante”

Dopo gli anni trascorsi al Carlino, un piccolo teatro in centro a Roma che divenne un vero e proprio laboratorio sperimentale negli anni Sessanta, Anna Mazzamauro divenne quasi per caso la celebre signorina Silvani. L’attrice fu convocata dal regista Luciano Salce ai casting per il primo Fantozzi (1975) non per il ruolo della collega vamp del ragioniere, ma per quello della Pina, la moglie di Ugo. Non venne presa perché “non era abbastanza brutta” e le venne preferita Liù Bosisio, poi sostituita da Milena Vukotic.

Quel provino era arrivato grazie all’aiuto regista di Federico Fellini, Maurizio Mein, che fece il nome dell’attrice a Salce dopo aver assistito ad un divertente battibecco tra la Mazzamauro e Fellini. Il regista le aveva chiesto di doppiare un’attrice 90enne ma non era soddisfatto del risultato finale. “Signorina Mezzamauro”, la apostrofò un Fellini a dir poco irritato. Lei, anarchica e ironica come suo solito, gli rispose per le rime bollandolo “caro dottor Felloni”.

Solo adesso – spiega l’attrice nell’intervista con Diaco – riesco a capire quanto sia stato importante Fantozzi. Perché solo adesso capisco la grandezza di Paolo Villaggio che mi ha viziata per intelligenza e bravura”. “Se si è atipiche come me – conclude la Mazzamauro –, non brutte, in teatro si può vincere. Invece, al cinema, esiste la definizione di prima donna, anziano, giovane, new entry”.

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