Castellitto buono e Ferilli "cafona", burini&contenti

Pezze al culo (Sabrina Ferilli dixit) e Faccetta nera, tra il Mandrione caro a Pasolini, alla periferia di Roma, e il Salento da cartolina, dovuto all'Apulia Film Commission che allenta i cordoni della borsa. È l'ennesima commedia all'italiana, intitolata Ricchi di fantasia (dal 27 settembre al cinema) e diretta da Francesco Miccichè, dove due dei nostri più quotati attori, Sabrina Ferilli e Sergio Castellitto, formano un'inedita coppia, sulla carta vincente.

Tuttavia, stavolta sono lontani i tempi dell'impeccabile duo comico Alberto Sordi-Monica Vitti, quando si rideva per naturale empatia, con personaggi costruiti senza badare al cerchiobottismo politico di moda, soprattutto se si cercano finanziamenti nelle ultime regioni governate dalla sinistra: l'operaio del Senegal è bravo e buono, la ragazza delle Onlus è idealista, i poveri sono simpatici e i ricchi no, mentre i fascisti da osteria acclamano chi rimpiange il Puzzone.

Qui gli spiantati Sabrina e Sergio (i nomi restano uguali a quelli dei protagonisti, per semplificare) si amano a dispetto dei loro conviventi, che lasceranno prontamente appena lui, carpentiere col vizio dell'allegria, crederà d'aver vinto un terno al lotto. Tutta colpa d'uno scherzo perpetrato ai suoi danni dagli operai colleghi di cantiere: i 6 milioni della schedina non ci stanno proprio, si tratta d'una burla. Però, ormai è fatta e tutti, nonna compresa, verranno illusi da un'inesistente ricchezza durante un viaggio in camper. Dalla Città Eterna a Polignano a Mare, in una farandola di pezzenterie, espedienti e litigate, nascerà un gruppo familiare strambo, però coeso. Ma chi troverà la soluzione fortunata e felice? L'operaio negro, manco a dirlo, molto più generoso dei bianchi di braccino corto e rancorosi, perché in miseria.

«Omaggio alla grande commedia all'italiana: nulla di più divertente che recitare gli sfigati in una commedia di burini, nel senso più alto della parola», dice Castellitto, che abitando in una delle vie più esclusive dei Parioli, simula bene lo snobismo dell'attore nobile, quindi incline alla cafoneria sceneggiata. «Commedia burina? A me, mi trovano in prima linea, in un lavoro che riecheggia Brutti, sporchi e cattivi, con personaggi crudi e naif», fa eco la Ferilli.

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Commenti

philwoody52

Lun, 24/09/2018 - 10:39

Film statale. ormai il cinema italiano si regge con i soldi dello stato.