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Rogoredo, ruba una pistola e spara agli agenti: grave un 25enne cinese. La famiglia: "Ha problemi psicologici". Salvini: "Io sto con il poliziotto"

Il giovane ha sottratto la pistola ad una guardia giurata dopo averla aggredita e ha esploso dei colpi contro la volante che cercava di fermarlo

Rogoredo, ruba una pistola e spara agli agenti: grave un 25enne cinese. La famiglia: "Ha problemi psicologici". Salvini: "Io sto con il poliziotto"
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Nuova sparatoria a Milano, tra la polizia e un rapinatore in piazza Mistral. Un 25enne cinese ha rubato la pistola a una guardia giurata che stava andando a lavoro e ha ingaggiato un conflitto a fuoco con gli agenti che lo hanno intercettato in strada. Stando alle prime informazioni, ha esploso diversi colpi - forse cinque -, alcuni dei quali avrebbero colpito l'auto di servizio. A quel punto gli uomini dell'Uopi - le unità specializzate create all'indomani degli attentati del Bataclan del 2015 - hanno risposto al fuoco ferendolo in maniera grave. Nessun membro delle forze dell'ordine sarebbe rimasto ferito. Pare che lo straniero abbia aggredito la guardia giurata a bastonate per rubargli l'arma. Attualmente è ricoverato al Niguarda in fin di vita, con ferite alla testa e a un braccio.

Stando alle prime ricostruzioni, attorno alle 14.30, l'uomo, irregolare in Italia, ha colpito alla testa con un bastone il vigilante di circa 50 anni che stava andando a piedi al lavoro, per poi sottrargli la pistola che aveva in dotazione, una Walther P99. Si è poi diretto verso la periferia della città dove, attorno alle 15.15, ha incrociato il Land Cruiser blindato dell'Uopi.

Lo scontro a fuoco è avvenuto non lontano dal luogo dove Abhderraim Mansouri, 28enne di nazionalità marocchina, è stato ucciso lunedì scorso da un agente di Polizia. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini si è detto dalla parte degli agenti.

La famiglia dell'uomo di origini cinesi che questo pomeriggio ha rubato una pistola a un vigilantes e poi ha sparato contro la polizia che lo stava intercettando nella zona di Rogoredo a Milano, aveva lanciato dalla Cina un appello sui social per la sua scomparsa, per chiedere aiuto a chi poteva dare qualche informazione per ritrovarlo. Il trentenne è stato colpito dagli agenti che hanno risposto al fuoco ed ora è gravemente ferito in ospedale a Milano. "Per favore, aiutateci a riportarlo a casa", è l'appello che la famiglia di Liu Bowen, Lius Wenhan, ha pubblicato. "È salito su un taxi nella zona di Via Donatello martedì scorso. Non aveva cellulare né contanti e da allora non abbiamo sue notizie. Attualmente soffre di gravi problemi psicologici - avverte la famiglia nel post sui social che risale a prima dell'accaduto - . È il pilastro della nostra famiglia e ora è disperso. Siamo a casa, in preda all'ansia. Senza di lui, non abbiamo più mezzi di sostentamento. Io resto a casa a occuparmi dei nostri due figli, uno di 4 anni e l'altro di 2. I bambini stringono ogni giorno la foto del papà, dicendo che gli manca, e io mi sento impotente". L'appello della famiglia va anche agli studenti cinesi a Milano e viaggiatori, "aiutateci - scrive la moglie -. Dalla Cina, non possiamo fare nulla. La nostra ultima speranza sono le persone di buon cuore come voi". La famiglia scrive dalla Cina: "Mio marito Liu Bowen lavorava a Milano, quando alla fine gli sono stati rubati sia i soldi che il telefono. L'enorme paura, il senso di impotenza e la disperazione di essere solo e senza aiuto in un paese straniero hanno fatto crollare del tutto la sua salute mentale, già provata da un'enorme pressione, portandolo a una grave depressione", si legge. "Era partito per darci una vita migliore. Prima di partire, sorrideva e prometteva ai bambini che sarebbe tornato per il Capodanno cinese con dei regali.

Ora, invece, a causa del suo crollo psicologico, è scomparso e vaga da solo per le strade di Milano. Non sappiamo nemmeno se sia al sicuro - prosegue la famiglia nel post -. Imploriamo gli amici cinesi a Milano e dintorni, in Italia, se lo vedete per favore avvicinatevi e parlate con lui".

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