Donna cinese lancia campagna contro la depilazione delle ascelle

È virale in Cina e nel Regno Unito la campagna contro la depilazione delle ascelle lanciata da un'attivista, ma qual è il suo significato?

Donne, non vi depilate le ascelle, è solo una convenzione sociale. È questo, in sostanza, l'appello che si sta espandendo in maniera virale tra le donne cinesi nel Regno Unito e nella stessa Cina, ma anche in molti altri stati del mondo: migliaia di foto di ascelle pelose stanno invadendo in questi giorni il social network Weibo, considerato quasi il Twitter cinese. La ragione è in una protesta contro le convenzioni sociali di genere.

Una delle donne a lanciare l'iniziativa è Xiao Meili, un'attivista per i diritti delle donne in Cina, che ha lanciato la "Armpit Hait Competition", sfidando le donne a non depilarsi più le ascelle. «Le ragazze - ha spiegato l'attivista - sono spesso preoccupate per i peli delle ascelle, come fosse un segno di sporcizia o di scarsa civiltà. Dobbiamo avere la libertà di scegliere mentre accettiamo ciò che cresce naturalmente sui nostri corpi». L'accettazione del proprio corpo è in generale una lotta femminista senza tempo, ma la protesta cinese si inserisce in un dibattito se, secondo la cultura cinese, depilarsi le ascelle sia solo una questione estetica o inerisca la buona educazione.

Contemporaneamente, una contestazione analoga si sta svolgendo tra le ragazze dell'Università dell'Arizona, negli USA: le studentesse sono state invitate a non radersi le ascelle per un intero semestre e guadagnare così dei crediti extra. La ragione sta appunto nel comprendere e superare determinate norme sociali. In passato sfide analoghe sono state rivolte, per esempio, ai peli delle gambe.

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