DrefGold a processo: "La droga? C'è tanta gente che me la regala"

In aula a Milano, il trapper DrefGold si è difeso dall'accusa di spaccio, dichiarando che gli ingenti quantitativi presenti nella sua abitazione non erano altro che gentili omaggi

DrefGold a processo: "La droga? C'è tanta gente che me la regala"

È iniziato il processo per DrefGold, uno dei nuovi volti della scena trap milanese che sta riscuotendo molto successo. Il suo primo album “Kanaglia” ha conquistato i favori del pubblico e ha ottenuto un buon riscontro, con un discreto numero di download dalle piattaforme digitali. Tuttavia, il ragazzo è salito agli onori delle cronache non tanto per la sua musica ma quanto per l'arresto che l'ha visto protagonista lo scorso mese di agosto.

Durante la perquisizione a casa del 22enne a Pero, città dell'hinterland milanese, le forze dell'ordine avevano rinvenuto 110 grammi di marijuana, 40 grammi di hashish e diverse banconote per un totale di 12 mila euro in contanti. Erano, quindi, scattate le manette per DrefGold, all'epoca Elia Specolizzi, che è stato poi rilasciato con l'obbligo di firma. L'accusa per il cantante, fermamente respinta dal suo avvocato, era di spaccio di droga.

Oggi, presso il Tribunale di Milano, il trapper si è presentato con una felpa oversize con il cappuccio sollevato e non si è fermato con i cronisti che si sono presentati per assistere all'udienza. Davanti ai giudici della nona sezione penale di Milano, Drefgold si è fermamente difeso dall'accusa di spaccio: “Fumo quasi sempre da solo, lo dico anche nelle mie canzoni. Non la passo mai, potrei fumare anche con voi davanti.” Stando alla sua ricostruzione, tutta la droga trovata all'interno della sua abitazione sarebbe stata un regalo: “C'è tanta gente che mi omaggia con degli stupefacenti perché sono famoso, molte mie canzoni parlano del fumare e di questi argomenti.

In riferimento ai 12 mila euro in contanti trovati e sequestrati dalla polizia, il trapper ha riferito al giudice che si trattava di denaro regalato dal padre e dal nonno. Davanti alla corte ha smentito di avere problemi economici e ha asserito di guadagnare orientativamente tra i 150 e i 200 mila euro all'anno. Non male, per uno dei trapper più promettenti che ha come padrino niente meno che Sfera Ebbasta.

Nell'aula del tribunale di Milano questa mattina sono sfilati diversi testimoni tra i quali la sua fidanzata, che ha confermato i tratti possessivi del carattere del suo fidanzato: “Elia non condivideva mai la sua roba con gli altri, lo prendevano tutti in giro per la sua gelosia.” La nuova udienza è fissata per il prossimo 6 febbraio, quando dovrebbe essere emessa la sentenza.

Immagine strip mobile Immagine strip desktop e tablet

Commenti