Francesco Benigno scappato di casa: "Mio padre mi metteva le catene"

In un'intervista concessa a Vieni da me, Francesco Benigno ha rivelato al pubblico alcuni retroscena sulla sua adolescenza difficile

Nella nuova puntata di Vieni da me, format condotto da Caterina Balivo su Rai 1, si è presentato in qualità di ospite in studio Francesco Benigno. E per l'occasione, l'attore, regista e cantante originario di Palermo e classe 1967 ha rilasciato un'intervista esclusiva, in cui si è raccontato a ruota libera su vita e carriera. In particolare, si è lasciato andare al racconto di alcuni retroscena tristi, legati al suo passato. Dodicesimo tra tredici figli, Francesco ha dovuto superare diversi momenti difficili nel corso della sua infanzia, fino all'adolescenza. Come il momento in cui - a 14 anni - si vide costretto a lasciare per sempre la sua casa, per via del turbolento rapporto avuto con il padre."Mia madre è stata incinta una volta all'anno per 13 anni...- ha esordito-, purtroppo anche per questa cosa, venne a mancare a 46 anni. Ho perso mamma, avevo 9 anni. I fratelli adulti hanno fatto la "fuitina" e siamo rimasti in 4 a casa, con papà. Che era un padre bello tostarello...".

Confidandosi con la conduttrice, Benigno non ha nascosto di non aver mai avuto un rapporto idilliaco con il padre e di aver sofferto parecchio per via della mancanza della madre riscontrata nella sua crescita: "Prima che morisse mamma, ho trascorso la mia vita tra un collegio d'inverno e una colonia d'estate. Mia madre non sapeva a chi badare per primo, tra i fratelli. Era dura stare in collegio. Mi sono goduto mia madre pochissimo. Per un tumore all'intestino lei ci ha lasciati. Vivere con mio padre analfabeta, un giocatore d'azzardo era difficile. Se vinceva era buono, se perdeva erano guai... Una vita difficile. Mi legava, mi metteva le catene alle caviglie per non farmi uscire di casa, è stata dura con mio padre".

Ad un certo punto, nella sua vita, capì che nella sua numerosa famiglia mancava fondamentalmente l'affetto e, così, si sospinse ad abbandonare la sua casa d'origine."A 13 anni feci la mia prima fuga, mi venne a cercare un solo fratello. Mi disse che 'papà era preoccupato'"-ha raccontato-. 'Io gli dissi, guarda che se io torno a casa quello mi ammazza di botte'. E così fu". Un'adolescenza tra povertà e violenza e che lo accomuna a molti ragazzi, che ancora oggi vivono una situazione analoga a quella vissuta dell'attore, soprattutto al Sud Italia. Nonostante tutto, però, Benigno non ha mai smesso di sperare in un futuro migliore, sin da adolescente. "Ho la testa piena di cicatrici, mio padre usava il mestolo -ha, inoltre, confidato sulle violenze subite in casa-, il cucchiaio di legno come lo chiamiamo noi a Palermo e mi colpiva bello dritto in testa. Però, siamo qui, abbiamo lottato e ce l'abbiamo fatta".

Francesco Benigno: "A salvarmi fu Mery per sempre"

All'età di 14 anni e alla luce delle violenze subite in famiglia, decise di andare definitivamente via di casa e di dormire per strada. "Per 9 anni ho dormito ovunque -ha fatto, poi, sapere sul suo passato da clochard-. Mi hanno mandato anche in carcere minorile nel 1981, per via di furtarelli. Una persona mi ha accolto in famiglia e mi ha ospitato in casa, una famiglia di 9 figli. E sono cresciuto con loro". Ma a salvarlo, oltre alla famiglia che gli donò il calore mancatogli negli anni precedenti, fu anche un film. "Il film che ho fatto Mery per sempre, grazie al regista Marco Risi che mi ha scelto per lo stesso, mi ha salvato", ha concluso.