Jeremy Pelt a «Busto Arsizio Jazz»

La rassegna di suoni afroamericani ospita anche i Cordoba Reunion

Angela Lonardo

Quattro serate, spalmate in due week-end, dedicate al grande jazz e tutte ad ingresso libero. Un bel regalo, tanto più significativo in questi tempi di tagli alla cultura, reso possibile dagli sforzi dell'Amministrazione comunale di Busto Arsizio che, contando sulla collaborazione di alcune realtà del territorio, a partire dall'Associazione 55, si è impegnata a portanre a nuova vita «Eventi in Jazz». Il festival ha preso il via sabato scorso e, come già fatto nel suo recente passato, torna ad ospitare i grandi nomi del panorama jazzistico internazionale. L'inizio della rinascita ha il nome di «Busto Arsizio, l'Italia e i suoi campioni». Questo è stato il concerto inaugurale che ha portato sul palco del Teatro Sociale The Cube Quintet, ovvero Dado Moroni, Riccardo Fioravanti, Stefano Bagnoli, Enzo Zirilli e Andrea Dulbecco. Seguito domenica scorsa dal «Gianni Cazzola Day» al Teatro San Giovanni Bosco, festa piena di ospiti per celebrare 60 anni di carriera del musicista considerato «il padre della batteria jazz italiana». Stessa location sabato prossimo per il trombettista Jeremy Pelt, alla guida di un quintetto che rappresenta quanto di meglio e vitale offre oggi la scena statunitense. Infine, domenica si torna al Teatro Sociale per il latin jazz dei Cordoba Reunion. Questa jazz è una vera invasione, visto che le note del genere musicale nato negli Stati Uniti arrivano anche nelle strade e nei caffè di Busto Arsizio, mentre fino al 27 novembre Palazzo Marliani Cicogna ospiterà la mostra fotografica «Jazz», che comprende scatti realizzati da Claudio Argentiero e Fiorenzo Pellegatta.

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