Mi chiama la mia principessina e insieme ridiamo come matte

Paolo Giordano

Presa così, è una calamita di pregiudizi. Di cognome fa Lamborghini ed è nipote del fondatore. Di nome è Elettra come la figlia di Marconi, il secondo nome è Miura come il sogno a quattro ruote (e quattrocento cavalli) di Frank Sinatra o lo Scià di Persia. Di bellezza è una fuoriserie. E, quando «twerka» come nel video Pem Pem (100 milioni di clic su YouTube), fa concorrenza a Rihanna o Nicki Minaj. Per riassumere: è ricca, stravagante, provocatoria. La sua famiglia è un simbolo del «made in Italy», ma lei ha vocazione internazionale: la sua pagina Wikipedia è in spagnolo, il fidanzato è un deejay olandese alto più di due metri con origini nel Suriname (Afrojack) e l'anno scorso si è esibita durante l'intervallo di una partita Nba a Los Angeles.

Quando è arrivata tra i giudici di The Voice (stasera su Raidue e Radiodue con il commento di De Martino e Delogu) una risata ha rischiato di seppellirla: «Certo, è naturale che a 24 anni, con solo due brani alle spalle, qualcuno abbia dei dubbi». Però la prima puntata non è stata una caporetto, anzi, e per molti lei è stata la vera sorpresa. Momento cult quando l'altro coach Guè Pequeno le ha chiestoe se quel tale concorrente avesse le «physique du rôle» e lei ha risposto: «Cosa vuol dire, che ha un bel telaio?». Bingo.

A The Voice con chi va più d'accordo?

«Beh, Guè lo conosco da una vita. Ma anche con Gigi D'Alessio e Morgan fila tutto bene».

E Simona Ventura?

«Mi chiama la mia principessina e ci facciamo un sacco di risate».

Prima ha fatto tv un po', diciamo così, trash. Il Grande Fratello spagnolo. Riccanza. Super Shore. Ora The Voice è il suo primo show da prima serata.

«E sta andando benissimo, almeno per ora».

Scusi, Elettra Lamborghini, ma quale musica le piace?

«Direi quella di Daddy Yankee, Tito El Bambino e Arcángel, che ha una bella voce e mi ha sempre influenzato».

Però, oltre a Pem Pem, ha inciso soltanto un altro singolo, Mala.

«Adesso ne arriverà un altro sempre per Island/Universal, di cui però non posso dire nulla».

Proprio nulla?

«Sarà un incrocio tra reggaeton e trap. Farò anche un tour in Italia, Spagna e paesi latinoamericani».

Ma la trap non è già in calo?

«Ma no, continua, è una moda, magari si trasformerà».

Dopo un talent show e una canzone, magari la vedremo al Festival di Sanremo.

«Perché no? Mi piacerebbe. Per ora lo vedo un po' lontano, anche perché sono più orientata al mercato latino americano. Però per il Festival di Sanremo inizierei a cantare anche in italiano».

Che voce cerca a The Voice?

«Che mi colpisca. È il timbro che fa la differenza».

Perché siete stati scelti voi quattro a fare i coach?

«Perché siamo quattro icone nel nostro genere».

I suoi piercing si vedono meno. Dicono ne abbia 42, molti con diamanti.

«Li sto tirando via tutti, ne ho sempre meno. Certo qualcuno è impossibile da togliere, ma gli altri...».

E perché li toglie?

«Perché inizio a sentirmi vecchia per queste cose».

A 24 anni quasi 25?

«Ogni cosa a suo tempo».

Lei è un catalizzatore di pregiudizi.

«Non diamo la colpa a persone annoiate. Lasciamole perdere. Viviamo in un mondo nel quale, se sei bella e ti sei laureata alla Bocconi con 110 e lode, dicono che ci sei riuscita perché sei bella».

Nella sua carriera, finora le è stato più di ostacolo l'aspetto fisico o il cognome?

«Il cognome».

Avrebbe preferito Ferrari?

«Se mi fossi chiamata Rossi, forse avrei fatto meno fatica».

Per strada quali complimenti le urlano?

«Che sono più bella dal vivo che in tv».

Alla fine, qual è il suo obiettivo da raggiungere?

«Quello che ho fatto finora moltiplicandolo per tre».

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