Sanremo, Berlusconi: "Se diventa festival dell'Unità italiani non pagheranno il canone"

All'Ariston il duo Fazio-Littizetto. Crozza avrà carta bianca. Sul palco pure due omosessuali. Il Cav: "Se Sanremo sarà di parte, metà italiani non pagherà il canone"

Fabio Fazio e Luciana Litizzetto
Fabio Fazio e Luciana Litizzetto

Ci sono tutti i presupposti perché Sanremo, il Festival della canzone italiana, si trasformi in una Festa dell'Unità che celebri la sinistra e gli tiri la volata alle prossime elezioni. Domani debutteranno sul palco dell'Ariston Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Il duo, già rodato a Che tempo che fa, sta preparando una kermesse politicamente scorretta. Vale a dire: un festival smaccatamente rosso. "Se il festival di Sanremo diventa la festa dell’Unità - ha commentato Silvio Berlusconi - credo che il 50% degli italiani non pagherà più il canone".

Ad aprire il Festival di Sanremo ci penserà il Coro dell'Armata Rosssa, l'orchestra erede di quella creata da Stalin nel 1928. Tutto qui? Macché. Il menù è piuttosto infarcito. Ce n'è per tutti i gusti, se si è elettori di sinistra. D'altra parte è stato lo stesso Fazio ad annunciarlo: "La politica è nell'aria, e quindi entrerà anche all'Ariston". A farlo ci penseranno sicuramente Maurizio Crozza, che sul palco "avrà carta bianca", e Carla Bruni, che negli ultimi anni, dall'Eliseo, non ha mai mancato di attaccare duramente la politica nostrana e, anzi, si è impegnata in prima persona per garantire la libertà dell'ex terrorista Cesare Battisti sulle assolate spiagge di Rio de Janeiro. E ancora: le freddure della Littizzetto, il politicamente (s)corretto di Fazio, la minaccia di un'incursione di Beppe Grillo. Insomma, si preannuncia un vero e proprio Festival dell'Unità. Il tutto a ridosso dalle elezioni più contese degli ultimi vent'anni. Con il centrodestra che, grazie alla rimonta di Berlusconi, ha azzerato Mario Monti e ha riacciuffato la sinistra guidata da Pier Luigi Bersani. I vertici di viale Mazzini, dal canto loro, non hanno voluto posticipare la kermesse di una settimana. "Se il Festival diventa la Festa dell’Unità credo che il 50% degli italiani non pagherà il canone", ha avvertito Berlusconi a Uno Mattina criticando apertamente la legge sulla par condicio.

Berlusconi non è affatto preoccupato di dover "competere" con un Festival troppo rosso. Sa bene che tra gli elettori una conduzione spiccatamente votata a sinistra sortirebbe l'effetto contrario fortificando il voto al centrodestra. Non è nemmeno preoccupato per lo show di Crozza. "È molto simpatico - ha commentato l'ex presidente del Consiglio - è molto bravo e poi attacca tutti quanti". Infatti, non sarà Crozza la vera "bomba" del Festival. Sul palco dell'Ariston saliranno Stefano Olivari e Federico Novaro, la coppia omosessuale che in un video su Repubblica Tv ha annunciato l'intenzione di andarsi a sposare a New York perché le leggi italiane ancora non riconoscono pari diritti alle nozze gay. Per sostenere la causa, i due potrebbero anche baciarsi in diretta. "La televisione pubblica è di tutti e si può parlare di tutti - ha commentato Fazio - il rispetto per il pubblico passa anche per questo, non siamo noi a dover dire quello che è 'sì' e quello che è 'no'". Anche il Cavaliere sarebbe ben felice di andarci. "Potrei presentare una mia canzone", ha detto l'ex premier. Oppure potrebbe presentare la kermesse: "Sarei meglio di Fazio. E poi, ho visto quanto gli danno...".

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