La storia di Oriana arriva al cinema (e poi sbarca in tv)

La versione per le sale anticipa la miniserie che andrà in onda su Raiuno. Al centro, il Vietnam e gli altri reportage di guerra

L'attesa per la miniserie su Oriana Fallaci che andrà in onda in due puntate, il 16 e 17 febbraio su Raiuno, è molto grande. Forse anche per questo il produttore Domenico Procacci con Rai Fiction ha deciso di presentare in anteprima-evento L'Oriana con la regia di Marco Turco in molte sale cinematografiche per due giorni martedì e mercoledì prossimi, il 3 e 4 febbraio. Saranno coinvolte principalmente le quasi 50 sale del circuito Uci Cinemas sparse in tutta Italia. Il pubblico avrà così la possibilità di ripercorrere la vita e la morte della grande giornalista italiana condensati nei 106 minuti della versione cinematografica. Quasi il doppio invece, 200 minuti, la durata dei due episodi pensati per il piccolo schermo ma girati con le migliori professionalità del cinema. A interpretare L'Oriana, fiorentina pura («Fiorentino parlo, fiorentino penso, fiorentino sento» scrisse sull' Europeo ), un'altra concittadina doc come Vittoria Puccini in quello che lei stessa ha definito «il ruolo più complesso della mia carriera». Perché di sicuro non deve essere stato facile interpretare la figura di una donna così forte, «non accogliente e a tratti respingente» dice l'attrice, che ha attraversato da protagonista più di mezzo secolo di storia mondiale.

La miniserie, scritta da Stefano Rulli e Sandro Petraglia in collaborazione con Fidel Signorile e il regista Marco Turco, ripercorre a ritroso tutta la vita della giornalista a partire da uno dei suoi ultimi ritorni in Italia, lei che aveva scelto New York per vivere, in cui decide di mettere ordine tra i documenti e le foto di una vita sparsi nell'antica casa di famiglia, in piena campagna toscana, facendosi aiutare da Lisa, un'aspirante giornalista interpretata da Francesca Agostini. Tra le due nasce un rapporto molto complesso dove la battaglia con la morte di Oriana, malata di tumore, si intreccia con quella per la vita di Lisa, decisa a coniugare ciò che l'altra ha sempre ritenuto inconciliabile: la passione per il giornalismo d'assalto e il desiderio di essere madre.

In mezzo tutta l'esaltante vita professionale di Oriana Fallaci che ha uno dei suoi punti nodali nell'esperienza della guerra in Vietnam raccontata per L'Europeo e che il regista Marco Turco ha potuto mettere in scena nei luoghi originali: «Sono orgoglioso di poter dire che siamo stati la prima troupe occidentale a girare un film sulla guerra del Vietnam, proprio in quel paese». Una «follia fatta di sangue» in cui però riesce anche a trovare l'amore, quello per un giornalista fuori dal coro come lei, Francois Pelou (interpretato da Stephane Freiss). Dopo il massacro organizzato dalla polizia che spara sulla folla a Città del Messico nel 1968 in cui viene addirittura creduta morta e spedita all'obitorio, nel 1973 incontra il leader della resistenza greca, Alekos Panagulis (Vinicio Marchioni), di cui s'innamora perdutamente. Da lui aspetta un figlio, perso durante la gravidanza, a cui dedica la famosa Lettera a un bambino mai nato .

Poi, alla la morte di Alekos in un misterioso incidente stradale, qualcosa di profondo si spezza dentro Oriana. Non le rimane che continuare a fare quello che ha sempre fatto così bene, come nessuna giornalista prima di lei, porre domande, spesso scomode. Nella parte centrale della seconda puntata ecco la leggendaria intervista-scontro con Khomeini durante la quale si toglie il chador che era stata costretta ad indossare. Ecco L'Oriana che tutti conosciamo. Fiera, libera, originale, controcorrente. Quando ancora non s'immaginava di avere due nemici in casa che, pur combattendoli, non è riuscita a sconfiggere: il tumore o «L'alieno» come lo chiamava sprezzante e il terrorismo islamico che ha sgretolato le Due Torri nel 2001 davanti ai suoi occhi.

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Commenti
Ritratto di lucabilly

lucabilly

Ven, 30/01/2015 - 08:54

Oriana, un mito.

paolonardi

Ven, 30/01/2015 - 09:24

Ho avuto il fortunato onore di conoscerla e di averci parlato a quattr'occhi del suo lavoro e della sua "conversione" da critica a stimatrice dell'America avvenuta davanti al muro con i nomi dei caduti in Vietnam.

Ritratto di Giano

Giano

Ven, 30/01/2015 - 13:37

Doveroso omaggio alla grande Oriana. Tempo, però, da quello che leggo, che sarà l'ennesimo polpettone. Si parla dei rapporti umani e affettivi con una aspirante giornalista, con Pelou, con Panagulis, della sua battaglia contro il cancro. Classica concessione al pubblico da fiction e telenovelas che ama i sentimentalismi romantici camuffati da tematiche sociali. E non si accenna minimamente alle battaglie contro il pericolo islamico, a due testi fondamentali come La rabbia e l'orgoglio e La forza della ragione. Così, non credo che ci sarà spazio per parlare compiutamente dell'ostracismo della stampa e degli intellettuali di sinistra, o della vergognosa manifestazione a Firenze dove Franca Rame la definì "terrorista". O ancora del processo che subì in Francia, accusata di istigare all'odio verso l'Islam. Temo che sarà una Oriana vista sotto la lente del politicamente corretto; l'ultimo oltraggio. Spero di sbagliarmi.

Opaline67

Sab, 31/01/2015 - 11:54

MA CHE MERAVIGLIAAAAAAAAAAA !!! LA PIU' GRANDE DONNA DI TUTTI I TEMPI... AH, SE CI FOSSE ANCORA! NON AVREI VISTO NESSUNO MEGLIO DI LEI A CAPO DELLO STATO DI QUESTO PAESE

Opaline67

Sab, 31/01/2015 - 12:10

TEMO CHE NON TI SBAGLIERAI CARO GIANO E HAI PROPRIO RAGIONE SARA' UN ALTRO OLTRAGGIO ALLA SUA GRANDEZZA, ALLA SUA FORZA, AL SUO CORAGGIO E ALLA SUA INTELLIGENZA

Opaline67

Sab, 31/01/2015 - 13:14

NON AVREI VISTO NESSUNO A CAPO DELLO STATO MEGLIO DI ORIANA FALLACI. Anche soltanto lo spettro della sua memoria, starebbe meglio di chiunque altro alla presidenza della Repubblica di questa Italia

el cachivache

Sab, 31/01/2015 - 16:21

Cari amici, anch'io ritengo ORIANA la donna più grande che la STORIA DELL'UMANITA' abbia avuto. Al solo leggere il Suo nome mi spuntano le lacrime. Anch'io temo una rivisitazione "de sinistra" in salsa rosa politically correct, da farLa rivoltare nella tomba. Unica consolazione: non la posso vedere, dato che vivo a NY... Oriana, Mito degli Spiriti Liberi.