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Inter, ci pensa... Pio-la

Assist di Esposito, gol del capitano Ottava vittoria nelle ultime 9 con un tempo dominato e uno di controllo

Inter, ci pensa... Pio-la
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C'è molto più del bello ma unico gol di Lautaro nella vittoria dell'Inter in casa dell'Udinese. Un primo tempo dominato, con già due occasioni enormi neiprimi 5 minuti; un secondo in controllo, con meno scintille in attacco ma zero affanni in difesa e la testa forse già un po' all'Arsenal, che martedì sbarca a San Siro. C'è la conferma che Esposito, suo l'assist per il gol di Lautaro, è già molto più che un'alternativa ai titolari. C'è la crescita fisica di Mkhitaryan, quanto mai importante per Chivu, ora che Zielinski deve giocare al posto dell'infortunato Calhanoglu. Ci sono addirittura i progressi evidenti di Luis Henrique, sempre meno timido in un ruolo che non è il suo (perché non è sul valore del brasiliano che c'è da discutere). E c'è il dato statistico dell'ottava vittoria nelle ultime 9 partite di campionato, la 16ª in assoluto, contro 16 squadre differenti: continuando così, l'Inter può arrivare allo scudetto anche continuando a non vincere gli scontri diretti. Anche per questo, nonostante incomba la Champions, Chivu ha limitato le rotazioni in partenza: 9 dei titolari di ieri potrebbero esserlo anche contro l'Arsenal.

Per l'Inter era la quinta partita in 14 giorni, eppure per un'ora abbondante l'Udinese ha patito anche la superiorità fisica dei nerazzurri, oltre alla loro aggressività e ovviamente maggiore qualità individuale. Perché con la testa, spesso si può andare oltre la stanchezza. Poi Runjaic ha cambiato qualcosa, inserito prima un secondo e poi un terzo attaccante, riuscendo finalmente a spostare il baricentro della partita, senza però essere mai veramente pericoloso. In 90 minuti, i friulani hanno avuto solo un'unica occasione per fare gol, nel pt, e solo grazie a un errore individuale di Barella (parata di Sommer sul tiro di Piotrowski, poco dopo uscito per un infortunio al ginocchio destro, che potrebbe anche essere grave).

Negli ultimi minuti, Chivu ha messo Akanji davanti alla difesa, come già contro il Genoa, rinforzando la contraerea ("una soluzione in più, quando c'è da soffrire", spiega il tecnico rumeno). Degli 11 clean sheet stagionali (secondo consecutivo dopo l'1-0 al Lecce), quello di Udine è stato per l'Inter uno dei più semplici, e non era scontato.

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