il commento 2 Peggio le squadre o gli allenatori? Cambiare è d'obbligo

di Riccardo Signori
Milano salva la faccia, il Milan si infila in Champions per il buco della serratura. L'Inter deflagra come peggio non si può. Stramax è stramazzato, anche nella stima di Moratti. Napoli si lascia con Mazzarri che, forse, non potrà regalarsi un anno sabbatico. La classifica dice che la Juve è l'unica regina di questo campionato, Conte l'unico allenatore con stellette al merito. Il resto è la cronaca di un anno da dimenticare.
Non è stato l'anno dei Mourinho. Fallimentare per quello vero (copyright Mou), disastroso, anzi devastante per StraMou: il mostro creato dalla fantasia nerazzurra e dai rosei pensieri a lei deferenti. Non è stato l'anno di Milano: difficile capire se siano state peggio le squadre o gli allenatori. Ma non c'è da stare allegri. Milano dovrà ripensarci e ripensarsi. Impossibile credere che Moratti, dopo 16 sconfitte che fanno record (Stramax ci ha aggiunto quello dei 5 gol subiti), abbia ancora voglia di rischiare un anno buttato come questo (copyright curva nord interista). Inutile credere che Allegri non abbia colpe per questi ultimi due mesi, in cui la squadra ha perso punti più che guadagnarne. Arrivare a giocarsi la qualificazione Champions all'ultima giornata è un demerito, non certo una benemerenza per una squadra che era riuscita a intravedere perfino la luce del secondo posto. Visto questo scintillante finale delle squadre milanesi ci sarebbe da licenziare entrambi gli allenatori. E, naturalmente, non raccontare che alle squadre bastano pochi ritocchi.
Alza la mano Mazzarri e se ne va Cavani con i suoi 29 gol: che Napoli sarà mai quello del futuro? Quest'anno non è stato gran cosa a dispetto del 2° posto, nonostante l'autostima di De Laurentiis e l'effetto bollicine proposto dal tecnico: rimasto a distanza siderale dalla Juve, incapace di farle almeno il solletico. Tutti ad esaltare la bravura di Mazzarri, ma poi perché? Con Cavani, Hamsik e Lavezzi (fino all'anno scorso) non ha vinto nulla ed è rimasto sempre in scia. Se tanto basta...
Campionato concluso nel segno della mediocrità: la Juve che perde, il Napoli che si fa schiaffeggiare dalla Roma, Inter che peggio non si può e Milan sprofondato nell'angoscia fino al gol di Mexes. Godono le piccole squadre, si illumina d'immenso la Fiorentina e con lei Montella, unico allenatore che abbia dimostrato di avere la mano. Ora speriamo che la mano felice venga a dirigenti e manager: per costruire squadre migliori e, magari, recuperare qualche allenatore migliore. I più bravi sono all'estero. Si vede, si sente, date una mano a questo calcio .

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