Crollo totale senza biscotti e cinepanettoni

Crollo totale senza biscotti e cinepanettoni

Crollo totale. Perde il Napoli ma il pareggio dell'Inter vale una sconfitta, in contemporanea con il pari del Tottenham a Barcellona. Entrambe le nostre pagano errori nelle partite precedenti, il Napoli ha buttato via la qualificazione nella doppia sfida contro la Stella Rossa ma è colossale l'eliminazione dell'Inter che non è riuscita nell'impresa, ormai la devo definire tale, di battere in casa il Psv Eindhoven, anzi non andando oltre un pareggio meritato degli olandesi che non avendo nulla da perdere hanno giocato in maniera lineare, approfittando, come il Liverpool delle distrazioni difensive avversarie, con Asamoah di nuovo responsabile, con la partecipazione di De Vrij. Serata amarissima ma, a guardar bene, anche prevedibile. Perché quest'Inter non ha mai dato una immagine definita del proprio gioco, anzi si è nascosta dietro alcuni alibi e le scelte assurde di Spalletti che ieri sera ha voluto nuovamente confermarsi togliendo dalla partita nel finale Politano, il migliore dei suoi.

Presumo che questa bocciatura dalla coppa dei grandi possa rappresentare una uguale bocciatura per il tecnico certaldese che già in campionato è distante dal vertice. Tra l'altro la scelta di non inserire nella lista Uefa Gagliardini e Joao Mario è stata pagata in modo salatissimo e questo va ascritto proprio al tecnico. L'Inter riparte dalla propria nebbia mentre il Napoli ha dimostrato a Liverpool di avere, almeno, una qualità di gioco purtroppo tradita dalle punte, Insigne, Callejon e Mertens tutti e tre evanescenti. Il Liverpool ha sprecato una mezza dozzina di clamorose palle gol, la jella del Napoli è stata timbrata su una conclusione di Milik (inserito in ritardo da Ancelotti) sulla quale Alisson ha spiegato i motivi del proprio valore di mercato.

Alla vigilia De Laurentiis Aurelio aveva detto con la solita strafottenza, che una eliminazione non avrebbe cambiato di nulla il quadro del Napoli. Balle colossali, roba da cinepanettone natalizio. La verità è contraria, questa uscita dalla Champions, oltre ad avere ripercussioni contabili può lasciare qualche cicatrice. Lo sa bene Ancelotti che, a differenza del suo presidente, è uomo di campo e di calcio e non di spettacoli cinematografici. Il discorso è analogo per l'Inter di Suning che ha appena ingaggiato un ottimo amministratore delegato, Giuseppe Marotta, ma dovrà riflettere sul destino del proprio allenatore. L'Italia perde due in corsa e che nessuno pensi al biscotto in Catalogna. Se l'Inter avesse fatto il proprio dovere, a quest'ora nessuno scriverebbe una riga sul risultato del Camp Nou. E invece si dovrà scrivere molto sul risultato e sul siginficato della partita di ieri sera.

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