Un "disoccupato" in testa al Motomondiale

Dovi senza team nel 2021 lo scrive sulla tuta e stona. "Era una scommessa..."

La MotoGP replica a Misano, come già successo a Jerez e Spielberg. Ma in questo anomalo calendario stravolto dalla pandemia, le due ruote continuano a regalare emozioni anche sulla stessa pista. C'è il rischio di annoiarsi? «Per niente», risponde secco Pecco Bagnaia, autore di un giro strepitoso (1'309) che gli sarebbe valso pole e record del circuito, ma ha messo le gomme sul verde all'ultima curva, regalando la prima posizione a Maverick Viñales. «Stiamo andando tutti molto più forte, anche perché la pista è molto più gommata, con più grip e più pulita. Le moto, poi, non sono mai perfette per cui si può continuare a lavorare sull'assetto e a migliorare. Il limite, invece, è rappresentato dalle gomme. Non le Michelin, in generale, tutte le gomme. Retrocesso in 5ª posizione, il pilota Ducati Pramac è comunque uno dei favoriti per la gara insieme alle Yamaha di Viñales (1°) e Quartararo (3°), e al compagno di squadra Jack Miller, 2°. «Correndo sullo stesso tracciato, sulla carta le forze in campo dovrebbero essere le stesse, invece cambia tutto», precisa Valentino Rossi, 7° rispetto al 4° tempo di sabato scorso. «In realtà sono andato più veloce, chiudendo a 3 decimi dalla pole. Siamo tutti vicini, ma questa è la MotoGP moderna e partire dalla 3ª fila è complicato. Oggi è più stressante, ma non sono un nostalgico dei due tempi. Questa è la migliore MotoGP di sempre. Prima vincevo di più, ma siamo qui per provarci ancora».

Eterno Peter Pan, il Dottore ha energia da vendere, adesso che si batte con i piloti dell'Academy, ragazzini cresciuti con lui al Ranch. «Rispetto a dieci anni fa, devi guidare sempre al limite, rinnovarti ogni volta» aggiunge. Lo sa bene Andrea Dovizioso, leader del campionato, più per le difficoltà di Quartararo, che per velocità pura. «Non guido come vorrei perché siamo stati costretti a stravolgere la moto per far funzionare le nuove Michelin. Dobbiamo lavorare in modo completamente diverso da quello che abbiamo fatto negli ultimi tre anni e per me non è istintivo».

Nonostante la prima insperata posizione in campionato, il Dovi è più preoccupato che felice e sulla sua tuta spunta la scritta «unemployed», «disoccupato», che allude all'assenza di un contratto per il prossimo anno, quando quasi tutte le selle sono occupate. A chi lo accusa di essere un «disoccupato di lusso» in un'Italia messa in ginocchio dalla pandemia, il ducatista risponde: «La scritta è frutto di una scommessa (persa) con i miei amici. Non pensavo di uscire da Misano 1 in testa al campionato, così ho fatto una scommessa con i miei e sono stato costretto ad onorarla». Quanto al futuro, Andrea sta valutando varie opzioni anche come tester: «Non ho niente in mano...». E oggi si replica sulla pista dove aveva trionfato nel 2018.

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