Era solo una questione di tempo, Rugani positivo, quarantena Juve

Nella tarda serata l'annuncio del club: "Il giocatore per ora è asintomatico. Abbiamo attivato tutte le procedure"

Quello che tutti temevano, si materializza in fondo a un'altra giornata convulsa per il calcio non solo italiano, ma anche europeo. Il calciatore Daniele Rugani è risultato positivoal Coronavirus-COVID-19 ed è attualmente asintomatico. Juventus Football Club sta attivando in queste ore tutte le procedure di isolamento previste dalla normativa, compreso il censimento di quanti hanno avuto contatti con lui, il comunicato del club bianconero arriva alle undici di sera. E la squadra di Maurizio Sarri va in quarantena, compreso Cristiano Ronaldo che già aveva deciso di rimanere in Portogallo in attesa di capire l'evoluzione dell'epidemia. A questo punto nulla sarà più come prima e non solo per la partita di ritorno degli ottavi Champions contro il Lione se prima era in dubbio ora diventa impossibile prevedere una soluzione.

Ma anche sul proseguo della stagione, in Italia e in Europa ora diventa davvero tutto complicato. E ieri è stato un susseguirsi di notizie. Partite rinviate (City-Arsenal ieri sera, Inter-Getafe e Siviglia-Roma stasera), partite a porte chiuse (l'ultima, PSG-Dortmund ieri sera), campionati sospesi (in Italia), campionati che saranno sospesi stamane (in Spagna), campionati a porte chiuse e prossimi alla sospensione (Germania, Francia, Inghilterra), tutto frana intorno all'Uefa, incapace di fermarsi, come vorrebbe la logica. Bene ha fatto il presidente del Getafe, Angel Torres, a tuonare dalla Spagna, annunciando il rifiuto di venire a Milano: «La Uefa può dire ciò che vuole, a me non m'interessa. Se vogliono ci diano partita persa a tavolino. Io ho passato tutta la vita senza giocare in Uefa e sono arrivato a 70 anni. Non gioco con la salute». Poche ore dopo, Nyon ufficializzava il rinvio di Inter-Getafe e Valencia-Roma: i nerazzurri si stavano allenando ad Appiano, i romanisti avevano praticamente rinunciato alla trasferta, visto il no spagnolo a tutti i voli dall'Italia. Rinvio. A quando? L'ultima idea è quella di salvaguardare il calendario (l'obiettivo è sempre e solo quello) con la sfida unica giovedì prossimo e in campo neutro. Già, ma dove? Vista l'evoluzione dell'epidemia, è facile prevedere come la prossima settimana non ci sarà in Europa una città in grado di ospitare le partite.

Ieri sera a Liverpool, i Reds hanno ospitato l'Atletico in Champons League di fronte ai propri tifosi (e a 3.000 spagnoli provenienti da una città ormai altamente contagiata), mentre a 50 km di distanza veniva rinviata Manchester City-Arsenal di Premier perché parte dello staff londinese, 2 settimane fa è entrato in contatto con il presidente dell'Olympiakos, Marinakis, risultato positivo al covid-19.

Stamane, Madrid ufficializzerà la sospensione per 2 settimane di Liga e Segunda (la Serie B spagnola), in linea con quanto già fatto dall'Italia. Poi ci sarà la sosta per le Nazionali e a inizio aprile si spera che il quadro generale sia meno preoccupante (gli scienziati peraltro lasciano poco spazio a questa possibilità). A proposito di Nazionali: le 2 amichevoli (a porte chiuse) dell'Italia contro Inghilterra (Wembley, 27 marzo) e Germania (Norimberga, 31 marzo) al momento sono confermate, come quelle in tutto il Continente. Più che ottimismo sembra incoscienza e soprattutto salvaguardia di grandi interessi. I contagiati si contano ormai nell'ordine delle migliaia, non solo in Italia. Primo caso nella Serie B tedesca: Timo Hubers, 23 anni, difensore dell'Hannover. Quanto ci vorrà perché venga sospeso tutto il campionato? L'Italia ha provato a resistere, poi si è arresa. L'Europa dovrà imitarci anche in ambito sportivo. Dall'altro capo del mondo, l'Argentina ha fatto in fretta: al primo decesso per coronavirus, ha bloccato tutto lo sport per un mese.

Che sarà di Barcellona-Napoli della prossima settimana, già prevista a porte chiuse? Il Napoli non potrà volare direttamente in Spagna. Fermare tutto sarà l'ultima cosa che farà l'Uefa, preoccupata di proteggere gli Europei (12 giugno-12 luglio): rinviarli all'autunno o al 2021 sarebbe la soluzione per salvare tutto, campionati nazionali compresi. Ma il caso Rugani a questo punto cambia tutto.

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